SIP 2022 - Pediatria di genere: differenze che contano

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Conference Reports
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di Maria Cristina Valsecchi (Agenzia Zoe)

“La medicina di genere non è una specialità, ma una dimensione trasversale a tutte le specialità mediche”, ha detto Isabella Tarissi de Jacobis, specialista dell’Ospedale Pediatrico bambino Gesù e coordinatrice del Gruppo di Studio sulla Medicina di Genere della SIP, che ha parlato dell’argomento in occasione del 77° Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria. “Da alcuni decenni ormai si ragiona in termini di medicina di genere per gli adulti. In pediatria la questione è stata presa in considerazione più tardi, solo di recente, perché gran parte delle differenze di salute tra maschi e femmine è dovuta a fattori ormonali, che nell’infanzia hanno un peso minore. Tuttavia è ormai evidente che delle differenze ci sono, e sono significative fin dalla vita fetale e dalla prima infanzia, dovute a fattori genetici e ambientali ancora non del tutto conosciuti”.

Già nelle modalità di parto si registrano le prime differenze, con una maggiore probabilità di ricorso al cesareo d’urgenza se il nascituro è maschio rispetto alle femmine. In caso di nascita pretermine, l’indice Apgar dei maschi in media è più basso rispetto a quello delle neonate. I primi manifestano più frequentemente problemi di respirazione, le seconde, di contro, un maggior rischio di emorragia cerebrale. Le malformazioni cardiache sono leggermente più frequenti tra le femmine, ma più gravi in media quelle riscontrate tra i maschi.

Passando al funzionamento del sistema immunitario, quello femminile risulta più reattivo. I bambini sono più esposti al rischio di infezioni respiratorie, in particolare di bronchiolite, rispetto alle femmine. Nelle bambine con bronchiolite si registra una risposta infiammatoria iniziale più energica. I maschi riportano più spesso conseguenze a lungo termine: asma e iperreattività bronchiale.

L’altra faccia della medaglia della maggiore efficacia del sistema immunitario femminile è la predisposizione alle malattie autoimmuni: il lupus eritematoso sistemico, le tiroiditi autoimmuni, la celiachia e l’artrite idiopatica giovanile si manifestano più spesso e prima nelle ragazze rispetto ai maschi.

La risposta immunitaria ai vaccini è più intensa nelle femmine che nei maschi. I casi di vaccinati contro il morbillo che contraggono comunque l’infezione sono più frequenti tra i bambini che tra le bambine. Di contro, le bambine sperimentano reazioni indesiderate alla vaccinazione più spesso dei maschi.

Nel campo della neurologia, le diagnosi di disturbo dello spettro autistico sono più frequenti tra i maschi, ma le forme più gravi vengono diagnosticate più spesso alle femmine. I disturbi alimentari, un tempo appannaggio quasi esclusivo delle ragazze, oggi si stanno diffondendo anche tra i maschi, segno che probabilmente la differenza di genere nella manifestazione di questi problemi era dovuta soprattutto a fattori ambientali, sociali e culturali che ora si stanno attenuando.

Infine, anomalie dell’apparato scheletrico come la lussazione congenita dell’anca e la scoliosi idiopatica giovanile vengono diagnosticate più frequentemente a carico del sesso femminile.

La SIP ha pubblicato una guida dettagliata e approfondita delle differenze di genere in pediatria oggi conosciute. La si può scaricare liberamente dal sito della società scientifica.