Simg compie 40 anni e disegna medicina generale del futuro

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Roma, 20 set. (Adnkronos Salute) - La Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg) compie 40 anni e propone il suo modello di assistenza sul territorio del futuro che parte dal rafforzamento di pilastri noti - presa in carico del paziente, digitalizzazione, specializzazione del medico di cure primarie - per proporre un'assistenza ancora più legata al territorio e ai bisogni del paziente. "I cittadini hanno bisogno di servizi di prossimità", il modello di riforma oggi proposto dalle istituzioni "è costoso e inefficiente. Mi auguro che il prossimo Governo rifletta bene su processi e allocazioni di risorse che indeboliscono il territorio", ha detto il presidente della Simg, Claudio Cricelli, durante la conferenza per i 40 anni dalla fondazione della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg), oggi a Roma.

Un compleanno che, per la Simg, rappresenta un’occasione per fare il punto sulle attività condotte in questi decenni ma soprattutto il punto di partenza per proporre una riforma della medicina generale "oggi più che mai urgente a fronte delle lacune emerse durante la pandemia e con la grande opportunità dei fondi del Pnrr, che dovranno essere impiegati nei prossimi mesi. Siamo lieti di constatare - osserva Cricelli - che finalmente in molti stiano comprendendo che la costruzione di una nuova e moderna medicina generale sia un processo appena abbozzato", spiega, ricordando molte delle innovazioni introdotte negli anni dalla Simg.

"Tuttavia - sottolinea - esprimiamo delusione per un impianto che capovolge il senso della medicina del territorio concentrando nell’hub le funzioni che invece dovrebbero essere potenziate nello spoke. In altri termini, la nostra proposta è di convogliare una maggiore quantità di servizi nella medicina del territorio, negli 'spoke' periferici. I cittadini, veri fruitori del Ssn, hanno bisogno di servizi, prestazioni e interventi di prossimità, vicini a casa, dove, sempre più vecchi e fragili, hanno necessità che tali servizi siano erogati. Altro elemento essenziale è la digitalizzazione, intesa come strumento che semplifichi i processi e che divenga l’alternativa allo spostamento fisico verso unità mastodontiche, come i distretti e le Case dalla salute". (segue)