Sileri, 'recuperare diagnosi Hiv e continuare a investire in ricerca'

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Roma, 23 nov. (Adnkronos Salute) - "Molto è stato fatto nell’ambito dell’Hiv, ma non è sufficiente e sicuramente non è stato sufficiente nel 2020. Vi sono carenze nella diagnostica e i numeri in discesa dei positivi individuati lo scorso anno testimoniano un sommerso che al pari dell’Hcv è fondamentale andare a cercare". Lo afferma il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri al convegno '1981-2021 di Hiv: quarant’anni nella storia' promosso dalla Camera dei deputati in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids, che si celebra il 1 dicembre.

"Fatta la diagnosi - ammonisce Sileri - bisogna poi prendere in carico i pazienti garantendo omogeneità di assistenza su tutto il territorio. Sappiamo quali sono le fasce d’età più colpite e lì dobbiamo insistere, anche e soprattutto con campagne di informazione e prevenzione che negli ultimi anni è mancata. Per questo - insiste il sottosegretario - l'educazione sanitaria andrebbe potenziata, per far conoscere una malattia che va diagnosticata e curata in tempo. Le diagnosi che oggi facciamo sono tardive e spesso il paziente arriva già con complicanze dell’Hiv".

"Serve poi - rilancia Sileri - finanziare la ricerca. La ricerca sull’Hiv ha fatto moltissimo negli ultimi 20 anni. La terapia è nettamente migliorata, anche nella gestione del quotidiano. Una donna oggi sieropositiva partorisce un figlio non sieropositivo grazie alla terapia. Da chirurgo generale prestato alla politica - conclude - vigilerò affinché vi siano più finanziamenti e più concretezza nell’attuare tutto questo".