Sige, l'era della 'clinica dei microbi'


  • Adnkronos Salute
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Roma, 13 feb. (AdnKronos Salute) - Siamo quello che mangiamo, recitava un aforisma della medicina. "Oggi andrebbe modificato in 'Siamo quel che mangiano i nostri batteri'", afferma Antonio Craxì, presidente della Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige), che parla del ruolo della 'clinica dei microbi' per il benessere dell'organismo. "Il microbiota intestinale, un complesso di un enorme numero di specie microbiche che abitano il nostro intestino, gioca un ruolo cruciale non solo nella digestione, ma anche in tutte le funzioni dell’organismo e nella difesa immunitaria. Questa rete influenza le funzioni endocrine e ha effetti persino sul sistema nervoso centrale. Un numero sempre più̀ consistente di studi non lascia dubbi sul fatto che una composizione diversificata ed equilibrata del microbiota è̀ fondamentale per il nostro benessere".

Sono tante le patologie che in un prossimo futuro verranno trattate anche attraverso la modulazione del microbiota: dalla retto-colite ulcerosa alle malattie auto infiammatorie, come l’artrite reumatoide. "Ma enorme è l’interesse anche in campo oncologico", sottolinea Antonio Gasbarrini, direttore area Gastroenterologia della Fondazione Policlinico Gemelli e presidente della sezione Lazio della Sige. La 'microbiome revolution' ha cambiato tutte le nostre conoscenze circa il funzionamento degli organi che sono a contatto con l’esterno (apparato digerente e organi che in esso secernono, cioè pancreas e fegato, polmone, apparato genito-urinario) e le cui superfici sono colonizzate da comunità microbiche fin dall’infanzia.

Il microbiota ha due grandi effetti: sul metabolismo (direttamente o attraverso l’interazione con il nostro apparato endocrino) e sull’immunità (ci aiuta a difenderci dagli invasori e tiene continuamente attivo il sistema immunitario). Questo ha ricadute importanti in una miscellanea di malattie, come le patologie infiammatorie dell’apparato digerente e non solo (artrite reumatoide e sclerosi multipla); influenza la patogenesi della progressione di molte malattie dell’apparato digerente, come la colangite sclerosante, la pancreatite cronica o la malattia diverticolare. Ha un ruolo molto importante anche nell’obesità e della sindrome metabolica, spiegano gli esperti.

In più sta emergendo un ruolo del microbiota nella progressione delle malattie oncologiche e nella buona risposta ai nuovi immunoterapici (come ipilimumab e nivolumab). Molti infine gli studi su patologie neurodegenerative, quali l’Alzheimer e il Parkinson, ma anche nell’autismo e alcune patologie psichiatriche. Oggi, ricordano gli esperti della Sige, è possibile chiedere la caratterizzazione metagenomica del microbiota (almeno di quello fecale), che rappresenta la sua carta d’identità. Questa viene effettuata spesso da spin-off create proprio per la caratterizzazione del microbiota, attraverso tecniche di next generation sequencing.

I referti sono molti complessi. Il problema è, una volta acquisito il profilo metagenomico del microbiota, cosa farci. Proprio in questo spazio si inserisce la microbiome clinic, un ambulatorio che "dovrebbe essere gestito da clinici dell’apparato digerente che conoscano molto bene la patogenesi di queste malattie e siano aggiornati sugli studi scientifici sull'argomento", dicono gli specialisti Sige. Importante la presenza di un microbiologo clinico e di un infettivologo, che insieme al gastroenterologo valutino la necessità e la tipologia di intervento da effettuare. Fondamentale in questo team anche il nutrizionista, perché variando l’apporto dei grassi, delle proteine, delle fibre con la dieta, è possibile modulare la composizione del microbiota.

Quali malattie si possono trattare andando a modificare la composizione del microbiota? Ad oggi vi è solo un intervento di validità riconosciuta in clinica, il trapianto di microbiota per il trattamento della colite da Clostridium difficile antibiotico-resistente, che può essere ripetuto anche più volte, sulla base della gravità della malattia. Per il futuro prossimo, si stanno accumulando dati molto interessanti sulla colite ulcerosa. "Nel futuro vedremo tante applicazioni della microbiome clinic nel mondo del metabolismo, dell’obesità, del diabete di tipo 2, delle malattie auto-infiammatorie digestive ed extra-digestive, nel mondo dell’oncologia in generale". Ad oggi l'unica microbiome clinic aperta in Italia è al Gemelli, rileva la Sige, ma ormai sono tanti gli esperti di microbioma e quindi non sarebbe difficile creare questi team composti da gastroenterologo, microbiologo, infettivologo e nutrizionista.