Sicurezza ed efficacia del passaggio da imatinib di marca a imatinib generico durante la fase cronica in pazienti affetti da leucemia mieloide cronica curati in Italia


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SIF Societa' Italiana di Farmacologia

Sicurezza ed efficacia del passaggio da imatinib di marca a imatinib generico durante la fase cronica in pazienti affetti da leucemia mieloide cronica curati in Italia

A cura della Prof.ssa Angela Ianaro

L’uso di farmaci generici dopo la scadenza del brevetto è una novità relativa nella terapia dei pazienti oncologici cronici nei paesi occidentali. L’imatinib è il farmaco più utilizzato al mondo nel trattamento dei pazienti con leucemia mieloide cornica (CML). Il trattamento dei pazienti con nuova diagnosi con imatinib 400 mg/die come farmaco di prima linea determina un grado di sopravvivenza a 10 anni di circa l’82–83%, simile a quello della popolazione generale. Agli inizi del 2017 è stata introdotta nel mercato italiano una formulazione generica di imatinib e si è avuto un passaggio dal farmaco di marca (i.e. Glivec®, Novartis) al farmaco generico in seguito a richiesta delle autorità regionali. Lo scopo è quelo di ridurre i costi della spesa farmaceutica a carico del SSN. Tuttavia, il passaggio da un farmaco di marca ad un generico in pazienti oncologici rappresenta una novità e genera preoccupazione sia dal punto di vista dei clinici che dei pazienti. Vi sono pochi dati disponibili su coorti longitudinali di pazienti trattati per un tempo prolungato con imatinib di marca e successivamente passati al generico.

Scopo di questo studio osservazionale pertanto è stato quello di analizzare l’outcome di una popolazione di pazienti italiani affetti da CML e valutare i cambiamenti nel profilo degli effetti avversi (AE) o nell’efficacia dopo passaggio da imatinib di marca a imatinib generico.

In questo studio osservazionale è stata analizzata una coorte di 294 pazienti italiani affetti da CML nella fase cronica che avevano ricevuto come trattamento di prima linea “branded” imatinib (Glivec®) per almeno 6 mesi e successivamente erano passati alla formulazione con generico su richiesta delle autorità sanitarie regionali agli inizi del 2017. L’età media dei pazienti alla diagnosi era di 57 anni (range 19–87). Il Sokal risk era basso/intermedio/alto nel 55%, 32% e 8% dei casi, rispettivamente. La durata mediana del trattamento con “branded” imatinib era di 7.4 anni (range 0.5–16.7). La maggior parte dei pazienti (171/294, 58%) aveva manifestato almeno un effetto avverso con “branded” imatinib, i più comuni erano stati crampi muscolari, ritenzione di fluidi, diarrea e anemia. AE non-ematologici di grado 3–4 erano rari e includevano infezioni (n = 4), aritmia (n = 2) stroke ischemico (n = 1) e insufficienza cardiaca (n = 1). Inoltre, 9 pazienti sviluppavano una neoplasia secondaria diagnosticata durante il periodo di terapia con “branded” imatinib. Ad una mediana di follow-up di 7.5 mesi dopo il passaggio a imatinib generico, 17% dei pazienti manifestava un peggioramento o nuovi effetti avversi, ma eventi avversi di natura non- ematica di grado 3-4 erano rari. La maggioranza dei nuovi AE si manifestavano entro i primi 3 mesi dopo il cambiamento. Gli eventi avversi non-ematologici di grado 3–4 di nuova manifestazione includevano: aumento della lipasi (n = 3), infezioni (n = 2), vomito (n = 1), dolore muscolari (n = 1), e severe reazioni allergiche dopo la prima assunzione di imatinib generico (n = 1)
Sei pazienti passavano di nuovo a branded imatinib, con un conseguente miglioramento nel profilo degli eventi avversi, 4 pazienti passavano a bosutinib o nilotinib in seguito al manifestarsi di resistenza/intolleranza. La maggioranza dei pazienti presentava un maggiore (26%) o profonda risposta molecolare (66%) al momento del passaggio. Le risposte molecolari rimanevano stabili, miglioravano o peggioravano nel 61%, 25% e 14% dei pazienti rispettivamente. In conclusione, il passaggio a imatinib generico per pazienti che avevano ricevuto precedentemente “branded” imatinib sembra essere efficace e sicuro. Le risposte molecolari possono continuare a migliorare nel tempo. Alcuni pazienti hanno sperimentato un peggioramento di effetti avversi presenti o nuovi ma meno del 5% dell’intera coorte doveva ritornare a imatinib di marca o ad un diverso farmaco. I risparmi erano di circa 3 milioni di Euro.

Conclusione: In conclusione il passaggio a imatinib generic per pazienti che avevano ricevuto precedentemente branded imatinib sembra essere efficace e sicuro.

Riferimento bibliografico: Safety and efficacy of switching from branded to generic imatinib in chronic phase chronic myeloid leukemia patients treated in Italy

Massimiliano Bonifacio, Luigi Scaffidia, Gianni Binotto, Maria Cristina Miggiano, Marco Danini, Claudia Minotto, Davide Griguolo, Luciana Marin, Luca Frison, Fabio D’Amore, Marco Basso, Roberto Sartori, Martina Tinelli, Manuela Stulle, Stefania Fortuna, Angela Bonalumi, Giovanni Bertoldero, Ercole De Biasi, Marco Ruggeri, Gianpietro Semenzato, Renato Fanin, Giovanni Pizzolo, Mauro Krampera, Mario Tiribelli.

Leukemia Research 74 (2018) 75–79

Conflitto di interessi: Il presente lavoro non ha ricevuto supporto finanziario. Gli autori dichiarano nessun conflitto d’interesse.

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