Sicurezza cardiovascolare nei pazienti con gotta


  • Alessia De Chiara
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In pazienti con gotta e almeno un fattore di rischio cardiovascolare (CV), l'uso di febuxostat (80-120 mg al giorno) non è risultato associato a un maggior rischio di eventi avversi cardiovascolari (outcome primario composito) rispetto all’allopurinolo (100-900 mg al giorno).
  • Il farmaco non è stato associato a un rischio aumentato di morte o di eventi avversi gravi.

Descrizione dello studio

  • Lo studio FAST (Febuxostat versus Allopurinol Streamlined Trial), condotto in Regno Unito, Danimarca e Svezia, ha incluso pazienti con almeno 60 anni con gotta, almeno un altro fattore di rischio CV e già in terapia con allopurinolo.
  • Sono stati esclusi i pazienti con infarto del miocardio o ictus nei 6 mesi precedenti o con insufficienza cardiaca congestizia o grave compromissione renale.
  • Dopo una fase lead-in (dose di allopurinolo ottimizzata per raggiungere una concentrazione sierica di urato inferiore a 0,357 mmol/L [
  • L’outcome primario era un composito di ospedalizzazione per infarto del miocardio non fatale o sindrome coronarica acuta positiva ai biomarcatori, ictus non fatale, o morte CV.
  • Si è valutato l’HR per il febuxostat rispetto all’allopurinolo per la non inferiorità (limite 1,3) in un modello di rischio proporzionale di Cox (aggiustato per la variabile di stratificazione e il paese); analisi on-treatment.
  • Fonti di finanziamento: Menarini, Ipsen, Teijin Pharma Ltd.

Risultati principali

  • Tra dicembre 2011 e gennaio 2018, 6.128 pazienti (età media 71,0 anni [SD 6,4], 85,3% uomini, 33,4% con malattia CV precedente) sono stati randomizzati a ricevere allopurinolo (n=3.065) o febuxostat (n=3.063).
  • Si sono ritirati dal follow-up rispettivamente 169 (5,5%) e 189 (6,2%) pazienti.
  • Il tempo mediano di follow-up è stato 1.467 giorni (IQR 1.029–2.052) e il periodo mediano di follow-up on-treatment di 1.324 giorni (IQR 870-1.919).
  • In merito all’incidenza dell’endpoint primario, il febuxostat non è stato inferiore all’allopurinolo (rispettivamente 172 pazienti [1,72 eventi per 100 anni-pazienti] e 241 pazienti [2,05 eventi per 100 anni-pazienti]; HR aggiustato 0,85 [IC 95% 0,70-1,03], P
  • Sono deceduti 222/3.063 (7,2%) pazienti del gruppo febuxostat e 263/3.065 (8,6%) del gruppo allopurinolo.
  • Almeno un evento avverso grave si è verificato rispettivamente in 1.720/3.001 (57,3%) (23 eventi legati al trattamento in 19 [0,6%] pazienti) e 1.812/3.050 (59,4%) (5 eventi legati al trattamento in 5 [0,2%] pazienti).
  • Hanno interrotto la terapia 973 (32,4%) pazienti del gruppo febuxostat e 503 (16,5%) del gruppo allopurinolo.

Perché è importante

  • L'Agenzia Europea per i Medicinali ha richiesto uno studio di sicurezza post-autorizzativo per valutare gli effetti CV del febuxostat rispetto all’allopurinolo.
  • I risultati di FAST sono in contrasto con quelli dello studio CARES (pazienti con gotta e condizioni CV maggiori), il quale aveva suggerito che, rispetto all’allopurinolo, il febuxostat possa associarsi a un rischio maggiore di morte per tutte le cause e morte CV.
  • I due studi differiscono per diversi aspetti, come la popolazione di studio a minor rischio CV, la dose giornaliera di febuxostat più alta e l’intervallo di dose dell’allopurinolo più ampia dello studio FAST.
  • In base ai risultati si potrebbe riesaminare la raccomandazione delle autorità regolatorie di evitare l’uso di febuxostat nei pazienti con malattie CV.