Si dice in Villa - Zitti zitti, si riforma AIFA

  • Roberta Villa
  • Uniflash
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Non ha avuto abbastanza risonanza nell’opinione pubblica il colpo di mano con cui una riforma importante come quella dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) è stata inserita nel decreto per il rifinanziamento dell’invio di armi all’Ucraina. Il metodo ormai è consolidato, tanto da essersi conquistato un nome, “cangurata”, ed è stato utilizzato da tutti i governi recenti, ma ciò non rende meno esecrabile l’espediente di sottrarre al dibattito questioni importanti che dovrebbero essere discusse dal Parlamento.

Nello specifico, la decisione apre molte preoccupazioni sul futuro della nostra agenzia regolatoria, da cui dipende una spesa annuale per i farmaci di 33 miliardi di euro. La svolta non è inattesa. Da mesi c’è in corso, all’interno di AIFA, una guerra aperta che vede contrapposti il presidente, Giorgio Palù, virologo, già preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Padova, e il direttore generale, Nicola Magrini, farmacologo con una lunga esperienza nella valutazione dei farmaci e nello sviluppo di Linee guida e politiche farmaceutiche, temi su cui ha collaborato per anni anche con l’Organizzazione mondiale della sanità.

Come ci si poteva aspettare, visti i risultati elettorali e il colore del nuovo Governo, il duello si è ora concluso con il trionfo di Palù, che non ha mai nascosto, nemmeno davanti alle telecamere, la propria insofferenza nei confronti di Magrini e ora non solo ha ottenuto che l’altro non venga riconfermato, ma ne ha addirittura cancellato il ruolo. Non sappiamo se tra i due ci siano anche questioni personali, ma di certo rappresentano due approcci diversi alla gestione della sanità: il virologo è da sempre molto vicino alla destra, e in particolare all’ex ministro della salute del governo Berlusconi Maurizio Sacconi, marito di Enrica Giorgetti, da quasi vent’anni direttrice generale di Farmindustria; il farmacologo, da parte sua, ha una storia le cui radici affondano nella scuola del rigore di Silvio Garattini all’Istituto Mario Negri di Milano, è membro fondatore del Centro Cochrane Italiano, portavoce della medicina basata sulle evidenze e collaboratore dell’OMS nello stilare la Lista dei Farmaci Essenziali. Un curriculum poco gradito a chi persegue il marketing della medicina.

D’altra parte, occorre ammettere che, forse per questioni di carattere, Magrini non è riuscito durante la pandemia a far valere la sua competenza davanti alle pressioni provenienti dalla politica, o da parte di essa. Onestamente, ci si poteva aspettare di più. È difficile dimenticare il provvedimento lampo con cui, solo in Italia, venne autorizzato senza alcun dato scientifico l’antivirale Avigan, promosso da uno sconosciuto tramite un improbabile video su YouTube. Magrini cercò, certo, di opporsi al via libera, aggirando EMA, ad anticorpi monoclonali di cui invece i dati c’erano, ma a riprova della loro inutilità. Altrettanto inutili furono però i suoi tentativi, forse condotti senza cercare un alleato nel Ministro della salute. Per non parlare della gongolante presenza alla conferenza stampa di presentazione dei dati preliminari del vaccino Reithera, di cui AIFA in teoria sarebbe dovuta diventare – se mai il prodotto fosse stato realizzato – valutatrice. Vogliamo ricordare gli errori di comunicazione, che hanno alimentato la favola, che ancora perdura, su “tachipirina e vigile attesa”? È vero che durante il suo mandato Magrini non ha mai nominato, come avrebbe dovuto fare, i direttori scientifico e amministrativo previsti dall’organigramma, né ha rinnovato i bandi di ricerca indipendente AIFA indetti in passato, che ora il nuovo Governo, contando sull’amnesia dei cittadini, può presentare come frutto della riforma. “Un’occasione perduta”, l’ha chiamata un esperto al di sopra di ogni sospetto. Speriamo che il passaggio dell’agenzia nelle mani della politica, come con la riforma potrebbe accadere, non ci faccia rimpiangere anche la scarsa determinazione di questo direttore generale, l’ultimo che AIFA potrebbe avere.