SGO 2020 — Tumore ovarico in stadio avanzato: aumento concomitante dell’uso di chemioterapia neoadiuvante e della sopravvivenza

  • SGO 2020
  • 29/03/2020

  • Pavankumar Kamat
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • Da quando l’uso della chemioterapia neoadiuvante (neoadjuvant chemotherapy, NAC) nel trattamento del tumore ovarico in stadio avanzato è aumentato costantemente negli Stati Uniti, è aumentata anche la sopravvivenza mediana.

Perché è importante

  • Evidenze precedenti suggerivano che la NAC non influisce negativamente sugli esiti del tumore ovarico in stadio avanzato e può invece ridurre morbilità e mortalità postoperatorie.

Disegno dello studio

  • I ricercatori hanno identificato nel National Cancer Database 72.171 donne con tumore ovarico epiteliale in stadio IIIC/IV trattate usando chemioterapia, approccio chirurgico o entrambi dal 2004 al 2016.
  • Finanziamento: nessuno rivelato.

Risultati principali

  • Dal 2004 al 2006 il 17,6% delle donne ha ricevuto NAC seguita da chirurgia citoriduttiva di intervallo; l’uso di NAC non è cambiato durante questo periodo (P=0,54).
  • A partire dal 2006, la frequenza della chemioterapia primaria è iniziata a salire (P
  • Dopo il 2011 si è verificata un’accelerazione significativa nell’uso della chemioterapia primaria (P=0,01), che è aumentata del 10,3% l’anno tra il 2010 e il 2016. 
  • Entro il 2016 il 45,1% delle pazienti aveva ricevuto chemioterapia iniziale seguita da chirurgia citoriduttiva di intervallo. 
  • La sopravvivenza mediana è aumentata da 31,1 mesi nel 2004 a 37,8 mesi nel 2013.

Limiti

  • Non è stato possibile stabilire la causalità tra utilizzo più diffuso della NAC e continuo aumento della sopravvivenza.