Se tuo figlio ha la varicella, l’herpes zoster si allontana


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Negli adulti, l’esposizione a un bambino convivente che contrae la varicella riduce di circa il 30% la probabilità di sviluppare l’herpes zoster (HZ, “fuoco di Sant’Antonio”) nei 10-20 anni successivi.
  • Poiché questo fenomeno, detto boosting esogeno, non fornisce un’immunità completa, questo dato non può essere usato contro la vaccinazione contro la varicella né contro l'herpes zoster.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio si basa sui dati del Clinical Practice Research Datalink, un database che raccoglie i dati resi anonimi dei pazienti di un network di studi di medicina generale sparsi nel Regno Unito.
  • Sono stati inclusi nell’analisi 9.604 pazienti adulti con una diagnosi di HZ tra il 1997 e il 2018 che nel periodo di osservazione vivevano con un bambino (
  • È stata valutata l’incidenza relativa di HZ nei 20 anni successivi all’esposizione al bambino con varicella rispetto al resto del tempo (esclusi i 60 giorni precedenti l’esposizione).
  • Fonti di finanziamento: UK Medical Research Council, Wellcome Trust e numerose università ed enti non-profit.

 

Risultati principali

  • 4.116 adulti hanno sviluppato l’HZ (433 nei 60 giorni prima dell’esposizione e 5.055 nel periodo a rischio); le mediane dell’età all’esposizione e del periodo di osservazione erano 38,3 e 14,7 anni.
  • Dopo correzione per età, giorni di calendario e stagione, l’esposizione in famiglia a un bambino con varicella si associava a una riduzione della probabilità di sviluppare l’HZ nei due anni seguenti (HR 0,67; IC 95% 0,62-0,73).
  • Nei 10-20 anni dopo l’esposizione a un bambino con varicella, la probabilità di sviluppare l’HZ era ridotta del 27% (HR 0,73; 0,62-0,87).
  • L’effetto booster era più forte negli uomini che nelle donne.

 

Limiti dello studio

  • Poiché non tutti si rivolgono al medico per la varicella, è possibile che le cartelle elettroniche non catturino tutte le diagnosi.
  • La coorte era più giovane della popolazione generale che sviluppa l’HZ (>50 anni).

 

Perché è importante

  • Nel 1965, il medico inglese Hope-Simpson ha proposto l’ipotesi dell’”immunità progressiva”: l’esposizione a un bambino con varicella nell’età adulta ha un effetto booster sull’immunità all’HZ.
  • Ipotesi come questa sono rilevanti per i responsabili delle politiche sanitarie che basano su analisi costo-efficacia le raccomandazioni riguardo alle vaccinazioni.
  • I dati forniti da questo studio suggeriscono che l’effetto booster esiste, ma che non garantisce un’immunità completa.