Se l’aria non è buona, il rischio di ictus sale


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Nella popolazione cinese, l’esposizione prolungata a concentrazioni di PM2,5 (particelle con diametro aereo uguale o inferiore a 2,5 μm) relativamente alte si associa a un aumento del rischio di ictus incidente nelle sue diverse varianti.
  • La relazione è lineare lungo un intervallo piuttosto ampio di concentrazioni.
  • Questi dati sono importanti per orientare le politiche ambientali in diversi paesi a reddito medio-basso.

Descrizione dello studio

  • Lo studio prospettico di coorte è stato condotto nell’ambito del progetto Prediction for Atherosclerotic Cardiovascular Disease Risk in China (China-PAR) in 15 province cinesi.
  • Sono stati coinvolti 117.575 donne e uomini cinesi che partecipavano al progetto.
  • Le principali misure di esito erano l’incidenza di ictus totale, di ictus ischemico e di ictus emorragico.
  • Fonte di finanziamento: National Key Research and Development Program of China, National Natural Science Foundation of China, Chinese Academy of Medical Science Innovation Fund for Medical Sciences e China Medical Board.

Risultati principali

  • Il livello medio di PM2,5 misurato dal 2000 al 2015 presso gli indirizzi di residenza dei partecipanti è stato di 64,9 μg/m3, con un intervallo da 31,2 μg/m3 a 97,0 μg/m3.
  • In Italia, il D. Lgs. 155/2010 ha introdotto il valore limite di 25 μg/m3 sulla media annuale.
  • Nel corso del follow-up di 900.214 anni-persona, si sono verificati 3.540 casi di ictus incidente.
  • Il 63% dei casi è stato di tipo ischemico e il 27,5% di tipo emorragico.
  • Rispetto a quelli nel primo quarto di esposizione a PM2,5 (3), i partecipanti nella fascia più alta (>78,2 μg/m3) hanno mostrato un rischio maggiore di ictus incidente (hazard ratio, HR 1,53), ictus ischemico (HR 1,82) e ictus emorragico (HR 1,50).
  • Per ogni incremento di 10 μg/m3 nelle concentrazioni di PM2,5 sono stati osservati incrementi nei rischi di ictus incidente (13%), ischemico (20%) ed emorragico (12%).
  • Sono emerse relazioni esposizione-risposta pressoché lineari tra esposizione a PM2,5 sul lungo periodo e ictus incidente, sia in generale, sia in base ai sottotipi.

Limiti dello studio

  • Non sono stati valutati gli effetti di altri inquinanti o delle condizioni atmosferiche.
  • Non sono stati raccolti i dati sull’inquinamento indoor.
  • La stima dell’esposizione si è basata solo sull’indirizzo di residenza dei partecipanti.
  • Non è stato possibile analizzare i diversi sottotipi di ictus ischemico.

Perché è importante

  • L’associazione tra concentrazione di polveri sottili (in particolare PM2,5) e rischio di ictus è nota in Europa e Stati Uniti.
  • Mancano dati sull’associazione in paesi a medio e basso reddito, nei quali spesso tali concentrazioni sono elevate.
  • Dati precisi potrebbero aiutare a disegnare politiche ambientali mirate ed efficaci.