Scompenso cardiaco: lo stato socio-economico influenza gli esiti


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In una popolazione svedese ben caratterizzata di pazienti con scompenso cardiaco, uno stato socio-economico (SSE) più basso è risultato associato a esiti peggiori in termini di mortalità e morbilità.
  • Il rischio di morbilità/mortalità è aumentato del 9-22% indipendentemente dalla gravità della patologia e dalla qualità delle cure.
  • Per ridurre le disparità sanitarie è necessario identificare con precisione i fattori di rischio che portano a esiti peggiori in pazienti con basso SSE.
  • Particolare attenzione deve essere posta alle differenze di genere e all’accesso alle cure specialistiche.

Descrizione dello studio

  • Nello studio sono stati analizzati i dati di pazienti inclusi nel Swedish Heart Failure Registry (SwedeHF), associati a quelli di altri registri nazionali svedesi per ampliare il numero di comorbilità ed esiti presi in considerazione.
  • I fattori di rischio socio-economici (SERF) sono stati definiti nello SwedeHF in base a reddito (basso vs alto), livello di istruzione (nessun diploma/scuola dell’obbligo vs università/scuola secondaria) e tipologia di abitazione (da soli vs coabitazione).
  • Fonte di finanziamento: EU/EFPIA Innovative Medicines Initiative 2 Joint Undertaking [email protected]

Risultati principali

  • Tra i 44.631 pazienti coinvolti, il 21% non presentava SERF, il 33% ne aveva uno, il 30% due e il 16% tre.
  • Essere donna e non essere stati inviati a uno specialista sono due caratteristiche fortemente e indipendentemente associata a un più basso SSE.
  • Tra le altre associazioni si ricordano un’età più avanzata, uno scompenso più grave, un maggior carico legato alle comorbilità, l’uso di diuretici e un minor utilizzo di dispositivi per lo scompenso cardiaco.
  • Uno SSE più basso è risultato associato a un maggior rischio di ricovero in ospedale/mortalità per scompenso cardiaco e di eventi cardiovascolari e non-cardiovascolari.
  • All’aumento del numero di SERF aumentava anche in modo lineare la grandezza dell’associazione: HR 1,09 per 1 SERF, HR 1,16 per 2 SERF e 1,22 per 3 SERF (P

Limiti dello studio

  • Lo studio è osservazionale e non erano disponibili dati precisi sull’accesso alle cure specialistiche.
  • Non è possibile escludere la presenza di fattori confondenti residui.
  • Diverse definizioni dello SSE potrebbero portare a risultati differenti.
  • Per alcune variabili i dati mancanti erano numerosi.
  • I risultati potrebbero non essere generalizzabili a popolazioni diverse da quella studiata.

Perché è importante

  • La prevalenza dello scompenso cardiaco nella popolazione occidentale si attesta oggi al 2-3%, con tassi in aumento.
  • Lo stato socio-economico è stato indicato come fattore di rischio per esiti peggiori nello scompenso cardiaco, ma i dettagli di questa associazione non sono chiari.
  • Comprendere a fondo l’impatto dello SSE sullo scompenso cardiaco potrebbe essere utile per ridurre le eventuali ineguaglianze sanitarie e migliorare gli esiti.