Sclerosi multipla recidivante, ublituximab vs teriflunomide

  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
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Messaggi chiave

  • Il tasso di riacutizzazioni nei pazienti con sclerosi multipla (MS) trattati con ublituximab è più basso di quello riscontrato nei pazienti trattati con teriflunomide.
  • Anche il numero di lesioni cerbrali è più basso con ublituximab, tuttavia il rischio di peggioramento della disabilità non è diverso con i due trattamenti.

 

ULTIMATE I e II sono due studi di fase 3 in cui sono state confrontate direttamente due terapie utilizzate nel trattamento della sclerosi multipla recidivante. I risultati degli studi, appena pubblicati sul New England Journal of Medicine, mostrano che ublituximab è superiore a teriflunomide in termini di controllo delle riacutizzazioni annuali e lesioni cerebrali attive, anche se non ha un effetto protettivo maggiore per quanto riguarda la disabilità.

Ublituximab è un anticorpo anti-CD20 che lega un epitopo distinto da quello a cui si legano altri anticorpi anti-CD20 come rituximab; l’eliminazione dei linfociti B CD20 positivi è mediata sia dal complemento che dalle cellule NK. Teriflunomide è un inibitore della sintesi delle pirimidine ad azione immunomodulante indicato per il trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente. I trial ULTIMATE I e ULTIMATE II, condotti in parallelo e sponsorizzati da TG Therapeutics, l’azienda che ha sviluppato l’ublituximab, ne hanno confrontato efficacia e sicurezza su un periodo di 96 settimane, arruolando complessivamente 1.094 pazienti.

Nello studio ULTIMATE I, il tasso annualizzato di riacutizzazioni era 0,08 con ublituximab e 0,19 con teriflunomide (rapporto tra tassi 0,41; P<0,001); nello studio ULTIMATE II, era 0,09 con ublituximab e 0,18 con teriflunomide (rapporto tra tassi 0,51; P=0,002). Il numero medio di lesioni evidenziate mediante risonanza magnetica con contrasto era, rispettivamente negli studi ULTIMATE I e II, 0,02 e 0,01 con ublituximab e 0,49 e 0,25 con teriflunomide (rapporto tra i tassi, rispettivamente, 0,03 e 0,04; P<0,001 per entrambi).

L’analisi aggregata dei due trial ha mostrato un peggioramento della disabilità a 12 settimane nel 5,2% dei pazienti del gruppo ublituximab e nel 5,9% dei pazienti del gruppo teriflunomide (HR 0,84; 95%CI 0,50-1,41; P=0,51). Il 47,7% dei partecipanti trattati con ublituximab è andato incontro a reazioni legate all’infusione, mentre il 5,0% dei partecipanti tratti con ublituximab e il 2,9% dei pazienti trattati con teriflunomide ha avuto infezioni serie.

Gli studi forniscono dati solidi sulla diversa efficacia dei due farmaci testati nella sclerosi multipla recidivante. Si attendono altri trial che mettano a confronto ublituximab e altri farmaci più potenti della teriflunomide, in particolare altri anticorpi monoclonali anti-CD20.