Sclerosi multipla recidivante remittente e rischio di conversione a una forma progressiva


  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave        

  • I pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente (SM-RR) trattati precocemente con farmaci modificanti la malattia (DMT) hanno una minore probabilità di sviluppare una forma secondariamente progressiva (SM-SP) rispetto ai pazienti che non sono stati trattati fin dall’inizio.
  • Il rischio di conversione è molto più basso con fingolimod, alemtuzumab, o natalizumab rispetto a interferone beta o glatiramer acetato, soprattutto se la terapia con questi farmaci è iniziata nei primi 5 anni dalla comparsa dei sintomi.

Descrizione dello studio

  • Per studiare l’associazione tra uso, tipo e tempistica di somministrazione dei DMT (interferone beta o glatiramer acetato, fingolimod, natalizumab, o alemtuzumab) col rischio di conversione a SM-SP è stato condotto uno studio di coorte che ha arruolato per propensity score 1.555 pazienti con SM-RR (di cui 1.123 donne, età media alla baseline= 35 anni, DS 10) da 68 centri neurologici in 21 Paesi, tra cui l’Italia, con un follow-up minimo di 4 anni.
  • Outcome primario: conversione a SM-SP definita secondo i criteri recentemente validati dal MSBase Study Group (incremento di 1 punto EDSS a partire da un punteggio ≤5,5 o di 0,5 punti se EDSS>5,5, in assenza di ricadute, confermato a una visita successiva ≤3 mesi, con un risultato finale ≥4).
  • Fonti del finanziamento: tra le altre, National Health and Medical Research Council of Australia e Università di Melbourne.

 

Risultati principali

  • Rischio di conversione nei pazienti trattati inizialmente vs non trattati
    • interferone beta o glatiramer acetato: HR 0,71, con un rischio assoluto a 5 anni di 12% vs 27%;
    • fingolimod: HR 0,37, 7% vs 32%;
    • natalizumab: HR 0,61, 19% vs 38%;
    • alemtuzumab: HR 0,52, 10% vs 25%.
  • Trattamento iniziale con fingolimod, natalizumab, o alemtuzumab vs interferone beta o glatiramer acetato: HR 0,66, con un rischio assoluto a 5 anni di 7% vs 12%.
  • Trattamento con fingolimod, natalizumab, o alemtuzumab entro 5 anni dall’esordio vs dopo: HR 0,77 (IC 95% 0,61-0,98; P = 0,03), con un rischio assoluto a 5 anni del 3% vs 6%.
  • Passaggio da interferone beta o glatiramer acetato a fingolimod, natalizumab, o alemtuzumab entro 5 anni dall’esordio vs dopo: HR 0,76, con un rischio assoluto a 5 anni di 8% vs 14%.

 

Perché è importante

  • La SM è la più comune causa di disabilità nei giovani adulti, con grandissimi costi umani, sanitari e sociali.
  • La recente definizione dei criteri della SM-SP ha permesso di analizzare la migliore stratega terapeutica per ridurne l’insorgenza.
  • I risultati di questo studio permettono di effettuare scelte più informate in relazione agli effetti indesiderati dei farmaci disponibili.