Sclerosi multipla a esordio progressivo: quanto conta l’infiammazione?


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Messaggi chiave

  • Nei pazienti adulti con sclerosi multipla primariamente progressiva la presenza di ricadute sovrapposte si associa a un minor rischio di progressione verso la disabilità.
  • I farmaci modificanti la malattia possono prevenire la crescita della disabilità legata alle recidive nella sclerosi multipla primariamente progressiva.

Descrizione dello studio

  • Studio prospettico multicentrico internazionale di coorte MSBase su 44.449 pazienti, da cui sono stati estratti per l’analisi i dati di 1.419 soggetti con sclerosi multipla primariamente progressiva (PPMS) o progressiva con ricadute (PRMS) a insorgenza in età adulta, di cui fossero disponibili almeno 3 visite con referto di disabilità e fossero passati almeno 3 mesi tra la seconda e l’ultima.
  • Analisi dei dati con modelli a regressione multivariata con effetti misti.
  • La ricaduta è stata definita come un peggioramento clinico acuto, anche senza un peggioramento quantificabile della disabilità o un riscontro all’imaging.
  • Outcome primario: rischio cumulativo di progressione della disabilità.

Risultati principali

  • Minore probabilità di progressione della disabilità nel gruppo PRMS rispetto a quello PPMS: HR 0,83 (IC 95% 0,74-0,94; P=0,003).
  • La proporzione di tempo trascorso in terapia con farmaci modificanti la malattia durante il follow-up riduceva significativamente il rischio di progressione della disabilità nel gruppo PRMS (HR 0,96), ma non in quello PPMS senza ricadute (HR 1,02).
  • Tenendo conto della progressione legata alle ricadute, tuttavia, l’effetto dei farmaci non è più rilevabile.

Perché è importante

  • Lo studio suggerisce che ricadute su base infiammatoria siano un importante motore della progressione della disabilità nella sclerosi multipla, e come tale possano diventare target di nuovi approcci terapeutici.