Sanità, ok Consiglio Lombardia a mozioni su prelievi e registro protesi


  • Adnkronos Salute
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Milano, 3 lug. (AdnKronos Salute) - Il Consiglio regionale della Lombardia ha discusso e approvato alcune mozioni ieri nel corso della sessione pomeridiana. Approvata all'unanimità la mozione presentata da Barbara Mazzali (Fdi) e illustrata da Franco Lucente (Fdi), che chiede alla Giunta di impegnarsi per dare competenza ai biologi a effettuare prelievi di sangue.

Con la circolare dell'8 luglio 2002 - ricorda una nota - il ministro della Salute Girolamo Sirchia aveva riconosciuto che gli iscritti all'Ordine dei biologi operano nel Servizio sanitario nazionale in modo diffuso e costituiscono nel settore della diagnostica una considerevole forza lavoro. Tale circolare è stata recepita da tutte le Regioni italiane tranne Piemonte e Lombardia, che ora con questo documento viene invitata a rimuovere gli ostacoli formali, emanando i provvedimenti amministrativi più opportuni.

La mozione chiede che i biologi possano compiere i prelievi capillari e venosi, previo possesso del requisito di adeguato percorso teorico-pratico certificato dalla Regione o dall'azienda sanitaria. Inoltre, viene chiesto di disciplinare la presenza del medico all'interno dei laboratori d'analisi, o prevedendone la reperibilità o prevedendo l'obbligo per i biologi a seguire anche un corso sulle tecniche di intervento di primo soccorso, onde fronteggiare i rari casi di malore dei soggetti che si sottopongono ai prelievi. Nel corso della discussione, la Giunta regionale ha assicurato disponibilità a risolvere da subito il problema.

Via libera del Consiglio regionale anche al ripristino del Rolp, il Registro ortopedico protesico lombardo, già attivato in Lombardia dal 2004 al 2012. La mozione, presentata da Emanuele Monti (Lega) è stata approvata all'unanimità e, oltre al ripristino di questo strumento, invita la Giunta regionale ad attivare le iniziative più opportune per far conoscere il Rolp al mondo professionale, in particolare ai medici di medicina generale, alle associazioni dei pazienti e alle associazioni della cittadinanza attiva per una loro partecipazione e cooperazione. Il documento sollecita infine una stretta sinergia con i Registri presenti anche nell'ambito della Rete dell'apparato muscolo-scheletrico che accoglie gli Irccs pubblici e privati che hanno preminenza nel campo dell'ortopedia.

Approvata inoltre una mozione illustrata da Alessandro Corbetta (Lega) e proposta dall'Intergruppo consiliare sulla tutela dei diritti dei pazienti onco-ematologici. Con il documento si chiede di individuare le Breast Unit regionali presso cui il soggetto viene preso in carico per il programma di sorveglianza, con la partecipazione di un genetista, un oncologo e uno psico-oncologo, dove effettuare con tempistiche certe gli esami e le visite di controllo e prevenzione necessari e richiesti. La mozione chiede inoltre di far sì che le donne con mutazioni genetiche germinali abbiano dei percorsi diagnostici dedicati all'interno delle Brest Unit; di istituire con urgenza un Pdta specifico per le mutazioni Brca 1 e Brca 2 che includa sia i soggetti malati che i loro famigliari; di garantire l'esenzione dal ticket per tutte le prestazioni correlate, anche a soggetti di sesso maschile, nel quadro di un percorso di consulenza genetica oncologica che segua le modalità individuate da linee guida esistenti.

La mozione sollecita infine politiche di promozione e sostegno della ricerca sul cancro, per favorire forme di collaborazione fra le autorità e le associazioni e per mettere i pazienti nelle migliori condizioni per curarsi. Per i pazienti portatori di mutazioni patogenetiche nei geni Brca 1 e 2 sono disponibili diverse strategie di prevenzione, che si distinguono principalmente in programmi di sorveglianza clinico-strumentale intensificata e chirurgia di riduzione del rischio oncologico.