Sanità, ok Commissione Lombardia a progetto psicologo di base

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Milano, 30 nov. (Adnkronos Salute) - Via libera della Commissione Sanità e Politiche sociali del Consiglio regionale della Lombardia al progetto di legge che istituisce la figura dello psicologo di base, integrando l'offerta assistenziale sul fronte della salute mentale con "psicologi nelle Case di comunità e nelle strutture sanitarie territoriali previste dalla riforma della sanità", spiega Emanuele Monti (Lega), presidente della Commissione.

"La psicologia delle cure primarie nasce come risposta ai crescenti bisogni di salute a cui si sta assistendo dopo la pandemia, specialmente per quanto riguarda i giovani - sottolinea -. Le restrizioni, le chiusure, la didattica a distanza e l'allentamento delle relazioni sociali hanno causato gravi conseguenze sulla salute mentale e necessitano di un tempestivo intervento delle istituzioni. Da questo presupposto siamo partiti per istituire questa figura professionale e avvicinandola alle esigenze dei cittadini vogliamo che l'accesso alle cure, l'aggancio precoce e la presa in carico avvengano con rapidità ed efficacia".

Allo scenario determinato da Covid, continua Monti, "si aggiunge la cronica carenza di professionisti in ambito sanitario, causata dai tagli perpetrati dai governi nazionali. Per questo l'introduzione della psicologia delle cure primarie", con "l'inserimento di almeno un professionista psicologo formato all'interno delle Case di comunità e dei Distretti, vuole essere la risposta che Regione Lombardia dà ai cittadini. Meno code e servizi più vicini al cittadino: questa è la nostra ricetta. Nella fase attuativa di questo provvedimento - aggiunge - centrale sarà sicuramente il tema della prevenzione in un'ottica integrata e multidisciplinare con medici di famiglia, pediatri di libera scelta, la scuola e tutti gli attori istituzionali coinvolti a vario titolo. Auspichiamo che anche su questo la Lombardia possa fare da traino alle altre Regioni per approvare una legge di questo tipo".

Il progetto di legge, illustrato dalla vice presidente della Commissione Sanità Simona Tironi (Forza Italia), è stato approvato in Commissione a larga maggioranza, riferisce una nota del Consiglio regionale della Lombardia. Accolti diversi emendamenti proposti da Tironi, dal Comitato paritetico di controllo e valutazione, dal Pd e dai consiglieri di Azione-Italia viva. La norma finanziaria mette a disposizione 12 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2023-2025, a gravare sulla Missione 6 Component 1 del Pnrr. Il 2023 viene considerato come anno sperimentale per l'attuazione della legge, affinché si verifichi la sufficienza delle risorse stanziate. Il provvedimento sarà calendarizzato per la discussione in Aula nel mese di dicembre.

Il testo prevede di istituire, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge, in ogni Asst la psicologia delle cure primarie: un servizio gestito dall'Unità operativa di Psicologia non solo come risposta all'incremento di richieste nel periodo pandemico e post-Covid, ma anche in una prospettiva stabile e di lungo periodo. Secondo il progetto, la psicologia delle cure primarie verrà erogata a livello distrettuale, territoriale, nei servizi di prossimità e anche al domicilio della persona. In ogni Casa di comunità sarà presente almeno uno psicologo delle cure primarie a tempo pieno. La pdl, composta di 10 articoli con clausola valutativa, definisce il profilo professionale dello psicologo delle cure primarie, i percorsi specificatamente dedicati per formare le competenze dei professionisti che opereranno stabilmente nell'ambito territoriale in sinergia con i servizi specialistici. Previsto anche l'inserimento di psicoterapeuti.

"La presente proposta di legge - rimarca la relatrice Tironi - prevede da una parte interventi immediati in favore della popolazione, soprattutto giovani colpiti dalla misure di contenimento del coronavirus e nell'attuale periodo post-pandemico; dall'altra interventi di sistema nell'arco di 3 anni di attività. Per fare solo un esempio, infatti, in Italia a oggi solo il 29% della popolazione affetta da depressione maggiore accede a un trattamento a un anno dall'esordio della patologia. Inviare questi pazienti da uno psicologo entro un anno dall'insorgere del disturbo permetterebbe un intervento efficace, evitando di portare poi alla necessità di prescrizione di psicofarmaci".