Sanità, Fvg: "Adozione graduale del test Hpv al posto del Pap test"


  • Adnkronos Salute
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Roma, 15 mar. (AdnKronos Salute) - Dal prossimo mese di luglio sarà introdotto gradualmente in Friuli Venezia Giulia il test Hpv-Dna al posto del Pap test, come nuovo e più efficace test di screening per la prevenzione del carcinoma del collo dell'utero, il primo tumore riconosciuto dall'Organizzazione mondiale della sanità come totalmente riconducibile a una infezione virale. Sarà offerto gratuitamente alle donne di età compresa tra i 30 e i 65 anni, affiancando la vaccinazione anti-Hpv che è rivolta a ragazze e ragazzi nel 12esimo anno di età. A darne notizia il vice governatore e l'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, che ha portato all'approvazione della Giunta regionale una delibera che inserisce nel Nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale questo tipo di prestazione di salute pubblica, a totale carico del Servizio sanitario regionale.

L'infezione da Papillomavirus è molto diffusa e si trasmette prevalentemente per via sessuale, ricorda una nota del Fvg. Si stima che circa l'80% delle donne sessualmente attive contragga l'infezione almeno una volta nella vita. Nella maggioranza dei casi regredisce spontaneamente, ma talvolta se persiste dà luogo a lesioni, in genere benigne. In casi più rari, nell'arco di 7-15 anni dal contagio si può sviluppare una lesione tumorale. Sotto il profilo tecnico-scientifico, va ricordato che fino a oggi per lo screening del tumore della cervice uterina si è utilizzato il Pap test, che ha contribuito in maniera importante a diminuirne l'insorgenza. Consiste in un esame citologico che mette in evidenza eventuali anomalie cellulari, prodromiche all'insorgenza di un tumore.

"Attraverso la vaccinazione e con questo nuovo test che abbiamo previsto nel Piano regionale della prevenzione - sottolinea Riccardi - si conta di ridurre drasticamente, se non addirittura di debellare, il tumore della cervice uterina. Per questa ragione, da luglio inviteremo le donne dai 30 ai 65 anni a sottoporsi con frequenza quinquennale a questa analisi non invasiva. Si tratterà di un prelievo del tutto analogo al Pap test, che in laboratorio permetterà non solo la ricerca del Papillomavirus ma anche, in caso di positività, di effettuare comunque il tradizionale Pap test. In questo modo le donne a rischio saranno individuate con maggiore anticipo".