Sanità: con medici a gettone in reparti pediatria rischi per cure, allarme Simeup

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Roma, 25 ott. (Adnkronos Salute) - La carenza dei pediatri "è un problema serio e concreto evidente anche nella insufficiente partecipazione ai concorsi. E comporta la necessità di dover ricorrere sempre più ai cosiddetti 'medici a gettone', soluzione anti-economica, ma soprattutto rischiosa e inefficace nell’ottica della qualità dei servizi di assistenza" legata alla "continuità delle cure". A lanciare l'allarme è la presidente della Società italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica (Simeup), Stefania Zampogna, dal XVI Congresso nazionale della societò scientifica, riunita a Torino fino a domani. L’evento vede riuniti oltre 700 pediatri.

"Per questi medici 'a gettone' - sottolinea Zampogna - stante le caratteristiche delle modalità di impiego e per il fatto di prestare un servizio meramente occasionale, non è possibile in alcun modo prevedere e predisporre un percorso formativo o di affiancamento. Di fatto non hanno una struttura di riferimento, un team, una organizzazione sistematica nelle modalità di lavoro. Tutto questo lede profondamente l’identità professionale del pediatra dell’emergenza-urgenza, che la nostra società scientifica promuove e sostiene da sempre". Affrontare casi complessi in urgenza, sintetizza, implica lo sviluppo di un’esperienza e di un percorso logico-deduttivo ben strutturato.

"L’aumento dei posti nelle Scuole di specializzazione in Pediatria - continua Zampogna - pur restando un buon segnale di attenzione da parte del Governo e delle Regioni, non è oggi una risposta sufficiente al bisogno di salute dei bambini, considerando che avrà ricadute sull’attività degli ospedali soltanto fra diversi anni, si stima dal 2025 in poi. Diventa quindi urgente - conclude la presidente Simeup - trovare delle soluzioni razionali, basate su un preciso calcolo dei fabbisogni, a salvaguardia e difesa dell’assistenza del bambino in situazioni di urgenza ed emergenza. C’è bisogno di percorsi sicuri per accogliere e gestire i bambini anche nei pronto soccorso generali in Italia perché i reparti di terapia intensiva pediatrica sono pochi e con una disomogenea distribuzione geografica, a favore delle regioni del Nord, con la conseguenza che si è costretti a ricoverare i bambini nelle terapie intensive degli adulti".