Sanità, +7% spesa per digitalizzazione, 1,39 mld nel 2018


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Roma, 21 mag. (AdnKronos Salute) - Sanità italiana sempre più digitale. Nel 2018 la spesa per la digitalizzazione è cresciuta del 7%, raggiungendo un valore di 1,39 miliardi di euro e rafforzando il trend di crescita iniziato l’anno precedente, quando l’aumento era stato del 2%. Le strutture sanitarie sostengono la quota più rilevante della spesa, con investimenti pari a 970 milioni di euro (+9% rispetto al 2017), seguite dalle Regioni con 330 milioni (+3%), dai medici di medicina generale con 75,5 mln (+4%), pari in media a 1.606 euro per medico. E dal ministero della Salute con 16,9 milioni (contro i 16,7 del 2017). Sono alcuni dati della ricerca dell'Osservatorio Innovazione digitale in sanità della School of Management del Politecnico di Milano, presentata questa mattina a Milano al convegno 'Connected Care: il cittadino al centro dell’esperienza digitale'.

I sistemi dipartimentali e la cartella clinica elettronica sono i settori di innovazione digitale che raccolgono i budget maggiori, rispettivamente 97 e 50 milioni di euro, e sono considerati prioritari dalle strutture sanitarie (indicati rispettivamente dal 50% e dal 58% delle aziende), mentre inizia a prendere piede l’intelligenza artificiale, con circa 7 milioni di euro di risorse stanziate e il 20% dei direttori sanitari che la ritiene rilevante.

"La crescita della spesa per l’innovazione digitale in sanità è un segnale confortante che conferma il ruolo strategico del digitale per innovare i processi del sistema sanitario", afferma Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio innovazione digitale in sanità.

"Il digitale - continua - sta modificando tutte le fasi della presa in carico del paziente, dalla prevenzione alla cura, fino al post-ricovero, attraverso strumenti come la cartella clinica elettronica, la telemedicina, l’intelligenza artificiale e le terapie digitali. Ma per sfruttarne appieno le opportunità bisogna ripensare l’organizzazione e la governance del sistema, sviluppare le competenze del personale e rivedere la relazione fra operatori e pazienti in modo da mettere il cittadino al centro dei processi di prevenzione e cura e consentire un migliore e più rapido accesso alle informazioni e ai servizi sanitari".

I sistemi dipartimentali sono l’ambito di innovazione digitale che raccoglie la quota più elevata di investimenti delle strutture sanitarie (97 milioni di euro) e il secondo considerato più prioritario dalle Direzioni strategiche (indicato dal 50% del campione) dietro alla cartella clinica elettronica, che ha attirato risorse per 50 milioni e viene considerata rilevante dal 58% dei direttori sanitari.

La maggior parte delle aziende si è dotata di un supporto informatico diffuso (cioè esteso ad oltre il 60% delle attività) nella gestione della diagnostica per immagini (88%) e delle analisi di laboratorio (86%), mentre la gestione delle attività di sala operatoria risulta ancora in via di diffusione (63%), nonostante sia un ambito con un forte impatto sulla sicurezza del paziente. Ad oggi, i contenuti multimediali gestiti in digitale con più frequenza sono quelli relativi alla radiologia (con l’84% delle aziende che ha digitalizzato oltre il 60% delle immagini prodotte), con tassi di diffusione che però si riducono per le ecografie (40%) e i tracciati Ecg/Eeg (33%), fino ad arrivare a limitate esperienze di gestione in modo integrato in digitale anche dei video di sala operatoria (7%).

Di frontiera e poco diffusi, infine, i sistemi di Digital pathology (7%), cioè gli strumenti e le applicazioni che consentono di gestire i vetrini di anatomia patologica come immagini digitali ad alta risoluzione, permettendone la condivisione e supportando i flussi di lavoro clinici di anatomia patologica completamente in digitale. Nonostante la scarsa diffusione, il 24% dei direttori ritiene già ad oggi prioritaria una gestione digitalizzata dei vetrini per tutto il ciclo di vita - dall’acquisizione all’archiviazione passando per la fruizione nei diversi dipartimenti dell’azienda - percentuale che cresce al 39% considerando come orizzonte temporale i prossimi cinque anni. Un medico specialista su tre, inoltre, ritiene che i diversi contenuti multimediali a cui non accede ancora sarebbero invece fondamentali per supportare le decisioni cliniche.