Salute: al Tech Care Hackathon sfida su umanoidi per assistere anziani


  • Adnkronos Salute
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Roma, 4 dic. (AdnKronos Salute) - Arrivano i robot sociali, umanoidi collaborativi che interagiscono con gli umani. E approdano al 'Tech Care Hackathon', la maratona di sviluppo e design che domani coinvolgerà studenti e ricercatori del Gruppo nazionale di Bioingegneria e della Fondazione Don Carlo Gnocchi, per progettare nuove soluzioni di intelligenza artificiale per l’assistenza degli anziani. L'hackaton nasce dall'indagine "Il robot che vorrei", condotta dall’Università Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con la Fondazione Mondo Digitale, che ha posto molte le domande sul tavolo, da come creare fiducia intorno alla robotica sociale a come rendere i robot più affidabili e amichevoli. Ma non solo.

Stando alla ricerca, i robot dovrebbero essere efficienti, versatili, potenti e controllabili, meglio se non antropomorfi secondo gli oltre 1.600 studenti coinvolti nell'indagine, nata per per sondare il rapporto di fiducia tra i nativi digitali e le macchine di nuova generazione. Ai giovani è stato chiesto di individuare caratteristiche hardware e software che dovrebbero possedere ipotetici robot e tecniche abilitanti in diversi ambiti della società e di elaborare raccomandazioni alle aziende per la progettazione di robot che ispirino fiducia.

Ora, nella prima grande maratona di sviluppo e progettazione sui temi dell’etica e della robotica, agli studenti viene chiesto di coniugare affidabilità tecnica e fiducia morale verso il robot. All'Università Campus Bio-Medico di Roma, 100 studenti -tra scuole superiori e università- lavoreranno dalle 9 alle 20 alla realizzazione di soluzioni innovative con l’obiettivo "di contrastare il senso di solitudine e inutilità spesso esperito dagli anziani". Domani a guidare i ragazzi saranno i coach della Fondazione Mondo Digitale, dell’Università Campus Bio-Medico e della Fondazione Don Carlo Gnocchi.

L’evento sarà moderato da Eugenio Guglielmelli prorettore alla ricerca dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e animato dagli interventi dei professori Vittoradolfo Tambone, Francesco Bruno, Giampaolo Ghilardi e di Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale.

Dalla soluzione per promuovere e facilitare il reinserimento sociale della persona all’applicazione pensata per connettere virtualmente l’utente con parenti e amici lontani: la sfida al Tech Care Hackathon è prendersi cura -take care- degli altri usando al meglio non solo professionalità e competenza, ma anche creatività e umanità, per progettare soluzioni tecnologiche funzionali, ecologicamente sostenibili ed 'eticamente belle'.

Soluzioni, spiega Fondazione Mondo Digitale "capaci anche di migliorare la qualità della vita dei pazienti e di contrastare il senso di solitudine, l'esclusione e l'inutilità dell'anziano, tanto avversata da Papa Francesco che l’ha definita 'cultura dello scarto'".