SABCS 2019 — Una combinazione di paclitaxel per via orale è migliore della somministrazione EV nel tumore mammario metastatico

  • Univadis
  • Conference Report
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Conclusioni

  • In una sperimentazione di fase 3 in pazienti con tumore mammario metastatico paclitaxel per via orale + encequidar è associato a esiti migliori in termini di sopravvivenza complessiva (overall survival, OS), risposta confermata ed esiti neuropatici rispetto a paclitaxel per via endovenosa (EV).

Perché è importante

  • L’aggiunta di encequidar combinato a paclitaxel per via orale facilita l’assorbimento di quest’ultimo, evitando al contempo le alte concentrazioni correlate alla somministrazione EV potenzialmente legate a neuropatia.
  • Avere a disposizione un’opzione farmacologica orale potrebbe eliminare gli ostacoli all’accesso del farmaco delle pazienti che hanno difficoltà a recarsi presso una clinica per l’infusione.

Disegno dello studio

  • Sperimentazione di fase 3 di 402 pazienti con tumore mammario metastatico, assegnate casualmente in rapporto 2:1 a 205 mg/m2 di paclitaxel per via orale + encequidar 3 giorni/settimana o a 175 mg/m2 di paclitaxel per via EV ogni 3 settimane.
  • Endpoint primario: risposta tumorale confermata.
  • Finanziamento: Athenex.

Risultati principali

  • La risposta tumorale confermata nella popolazione “intention-to-treat” era del 35,8% con paclitaxel orale rispetto al 23,4% con paclitaxel EV.
    • Differenza del 12,4% (P=0,011).
  • Nelle pazienti con scansioni post-basali utilizzabili sono state osservate risposte confermate:
    • nel 50,3% con la combinazione del farmaco orale rispetto al 29,6% con la somministrazione EV (P=0,0005).
  • La somministrazione orale era associata a una OS migliore rispetto a quella EV: 27,9 rispetto a 16,9 mesi (P=0,035).
  • La sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) era di 9,3 mesi con la combinazione orale rispetto a 8,3 mesi con la somministrazione EV (P=0,077).
  • Neuropatia con la combinazione orale rispetto a somministrazione EV:
    • complessivamente, 17% rispetto a 57%;
    • grado 3, 1% rispetto a 8%.
  • L’incidenza di alopecia era inferiore con la somministrazione orale, ma gli eventi gastrointestinali di basso grado erano maggiori.

Limiti

  • I risultati sono stati presentati in occasione di una conferenza, senza essere stati sottoposti a revisione tra pari.
  • L’applicazione del cieco nei centri clinici era impossibile.