SABCS 2019 – Tumori mammari HER2+: il trattamento aggiuntivo con pertuzumab evidenzia benefici clinicamente rilevanti in alcune pazienti


  • Ben Gallarda
  • Univadis
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Conclusioni

  • Il regime postoperatorio pertuzumab + trastuzumab + chemioterapia determina un aumento non significativo, ma clinicamente rilevante, pari al 4,5% della sopravvivenza libera da malattia invasiva (disease-free survival, iDFS) di pazienti affette da tumori mammari positivi per il recettore del fattore di crescita dell’epidermide umano 2 (human epidermal growth factor receptor 2, HER2), operabili e con linfonodi positivi rispetto a trastuzumab + chemioterapia.

Perché è importante

  • Dal momento che il follow-up della sperimentazione APHINITY è tuttora in corso, stanno emergendo benefici maggiori per il sottogruppo specifico con malattia con linfonodi positivi.
  • Poiché il divario nella iDFS tra gruppi con e senza pertuzumab è aumentato nell’analisi ad interim secondaria rispetto a quella primaria e nelle sottopopolazioni evidenziate, si prevede che le future analisi ad interim e finali pianificate chiariranno maggiormente il beneficio in termini di iDFS.

Risultati principali

  • L’analisi è presentata come descrittiva (mancata significatività statistica della seconda analisi ad interim della sopravvivenza complessiva [overall survival, OS] che richiede un P=0,0012).
  • Il gruppo trattato con pertuzumab ha evidenziato un numero inferiore di decessi: 125 (5,2%) rispetto a 147 (6,1%).
  • Nel gruppo trattato con pertuzumab rispetto al gruppo placebo:
    • OS, HR=0,85 (IC 95%, 0,67–1,07);
    • OS a 6 anni, 94,8% rispetto a 93,9% (differenza dello 0,9%);
    • iDFS, HR=0,76 (IC 95%, 0,64–0,91);
    • iDFS complessiva a 6 anni, 90,6% rispetto a 87,8% (differenza del 2,8%);
    • iDFS a 6 anni delle pazienti con linfonodi positivi, 87,9% rispetto a 93,4% (differenza del 4,5% [IC 95%, 1,9%–7,1%]); HR=0,72 (IC 95%, 0,59–0,87).
  • Non è stato osservato alcun beneficio con pertuzumab nella popolazione con linfonodi negativi.
  • Non sono stati segnalati nuovi problemi di sicurezza.

Disegno dello studio

  • Analisi ad interim secondaria pianificata della sperimentazione in doppio cieco, controllata con placebo APHINITY.
  • Pazienti con tumori mammari allo stadio iniziale, HER2-positivi, operabili sono state assegnate casualmente a chemioterapia adiuvante + trastuzumab + pertuzumab o chemioterapia + trastuzumab + placebo.
  • Finanziamento: Hoffmann-La Roche.

Limiti

  • I dati sono ancora immaturi.
  • I risultati sono stati presentati in occasione di una conferenza, senza essere stati sottoposti a revisione tra pari.

Il commento degli esperti

  • Il ricercatore senior dott.ssa Martine Piccart, co-fondatore del Breast International Group e Direttore Scientifico dell’Institut Jules Bordet di Bruxelles, ha affermato che i risultati devono essere interpretati nel contesto di cosa ci si aspetta in ambito curativo e che “i dati a 6 anni della sperimentazione APHINITY non hanno soddisfatto il rigoroso limite fissato per la significatività”, ma che “il beneficio osservato è ritenuto di valore clinico davvero significativo”.
  • Ha inoltre affermato che la OS a 6 anni, del 94%, in questa popolazione con un sottotipo di tumore mammario molto aggressivo è “eccellente”.