SABCS 2019 — Tucatinib ottiene un beneficio in termini di PFS nei tumori mammario HER2+ con metastasi cerebrali


  • Ben Gallarda
  • Univadis
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Conclusioni

  • L’aggiunta di tucatinib a trastuzumab e capecitabina in pazienti con tumore mammario metastatico positivo per il recettore del fattore di crescita dell’epidermide umano 2 (human epidermal growth factor receptor 2, HER2) riduce il rischio di progressione della malattia e di decesso.
  • La sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) risulta prolungata di 4,5 mesi con tucatinib rispetto al placebo nella sperimentazione di fase 2 HER2CLIMB.

Perché è importante

  • Il 47% delle pazienti in questo studio presentava metastasi cerebrali, una popolazione storicamente esclusa dalle sperimentazioni cliniche.
  • Gli autori hanno sottolineato come la riduzione del rischio di progressione della malattia e di mortalità rappresenti un risultato clinicamente significativo.

Risultati principali

  • Cutoff dei dati: 4 settembre 2019, con un follow-up mediano di 14 mesi.
  • Sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) a 1 anno (IC al 95%):
    • 33,1% (26,6%–39,7%) con tucatinib rispetto a 12,3% (6,0%–20,9%) con placebo.
    • Durata mediana della PFS: 7,8  mesi (7,5-9,6 mesi) con tucatinib rispetto a 5,6 mesi (4,2-7,1 mesi) con placebo.
  • Il rischio di progressione della malattia/decesso è diminuito del 46% con tucatinib rispetto al placebo:
    • HR=0,54; (0,42–0,71; P
  • Sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) a 2 anni:
    • 44,9% (36,6%–52,8%) con tucatinib rispetto a 26,6% (15,7%–38,7%) con placebo; HR=0,66 (P=0,005).
    • Durata mediana della OS: 21,9 mesi (18,3–31,0 mesi) con tucatinib rispetto a 17,4 mesi (13,6-19,9 mesi) con placebo.
  • La PFS a 1 anno delle pazienti con metastasi cerebrali era significativamente maggiore con tucatinib (24,9% vs. 0%; HR=0,48 [P
  • Durata mediana: 7,6 mesi (6,2-9,5 mesi) con tucatinib rispetto a 5,4 mesi (4,1-5,7 mesi) con placebo.
  • Eventi avversi (adverse event, AE) comuni: sintomi gastrointestinali, stanchezza, eritrodisestesia palmo-plantare.
    • Gli eventi di grado ≥3 erano più comuni con tucatinib.
    • Interruzione correlata ad AE: 5,7% con tucatinib rispetto a 3,0% con placebo.
  • Disegno dello studio

    • Sperimentazione multinazionale (155 centri, 15 Paesi), randomizzata, in doppio cieco, controllata, di una combinazione di tucatinib (n=410) rispetto a una combinazione del placebo (n=202).
    • Le partecipanti presentavano tumori mammari HER2+ localmente avanzati/metastatici con o senza metastasi cerebrali progressive trattati precedentemente.
    • Finanziamento: Seattle Genetics.

    Limiti

    • Studio specifico per una popolazione clinica con malattia in fase avanzata.

    Nota