SABCS 2019 — L’anastrozolo evidenzia effetti preventivi duraturi sul tumore mammario nell’aggiornamento dello studio IBIS II


  • Emily Willingham, PhD
  • Univadis
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Conclusioni

  • Secondo questo aggiornamento dello studio IBIS II, l’anastrozolo è collegato a una riduzione dell’incidenza di tumore mammario nelle donne in post-menopausa ad alto rischio più di un decennio dopo l’interruzione della sua assunzione.
  • Non ci sono evidenze di nuovi effetti collaterali tardivi.

Perché è importante

  • Gli autori affermano che i loro risultati favoriscono l’anastrozolo rispetto al tamoxifene in base alla prospettiva “numero necessario da trattare”, 29 per prevenire 1 tumore mammario nel caso dell’anastrozolo rispetto a 49 per il tamoxifene.

Disegno dello studio

  • Lo studio ha incluso 3.864 donne in post-menopausa ad alto rischio di tumore mammario (familiari con la malattia, madre o sorella con la malattia a un’età
  • Finanziamento: AstraZeneca; Cancer Research UK; National Health and Medical Research Council Australia.

Risultati principali

  • Incidenza di tumore mammario a 5 anni: 1,8% con anastrozolo rispetto a 4,6% con placebo (HR=0,39; IC 95%, 0,27–0,58; P
  • Incidenza di tumore mammario una mediana di 10,9 anni dopo la cessazione della terapia con anastrozolo: 3,5% con anastrozolo rispetto a 4,4% con placebo (HR=0,64; 0,45–0,91; P=0,014).
  • La malattia invasiva positiva per il recettore degli estrogeni e il carcinoma duttale in situ risultano entrambi ridotti durante il trattamento e nel periodo di follow-up senza trattamento.
  • La mortalità complessiva non differiva tra gruppo sottoposto al trattamento e gruppo placebo (HR=0,96; IC 95%, 0,69–1,34) e neppure la mortalità a causa del tumore mammario (2 decessi nel gruppo sottoposto a trattamento vs. 3 nel gruppo placebo).
  • Il gruppo trattato con anastrozolo presentava tassi inferiori anche di tumori non mammari.

    Limiti

    • I dati relativi agli effetti collaterali meno gravi non sono stati raccolti durante il periodo successivo alla cessazione del trattamento.

    Nota

    • Questi risultati sono stati pubblicati anche su The Lancet.