S.Raffaele/PoliMi, Ai e realtà aumentata per gli interventi al cuore

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Milano, 28 giu. (Adnkronos Salute) - Intelligenza artificiale e realtà aumentata nel futuro delle operazioni cardiovascolari. E' l'obiettivo del progetto 'Artery' (Autonomous Robotics for Transcatheter dEliveRy sYstems), partito ufficialmente in gennaio con capofila il Politecnico di Milano, finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del programma Horizon 2020 di innovazione e potenziamento delle applicazioni della robotica. Collaborano la Fondazione Politecnico, l'Irccs ospedale San Raffaele, la Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, l'università Cattolica di Lovanio (Belgio) e tre aziende che contribuiranno alla traslabilità della ricerca: Fbgs, Artiness e Swissvortex.

Le malattie cardiache strutturali - spiegano dal San Raffaele di Milano - riguarderanno 20 milioni di over 65 nell'Unione europea da qui al 2040, di cui 2,5 mln in Italia. Stenosi aortica, rigurgito mitralico e tricuspidale sono alcuni esempi di queste patologie, che colpiscono soprattutto con l'avanzare dell'età e che presto potrebbero diventare un'emergenza sociale. Attualmente riguardano circa il 12,5% degli italiani. "Il focus del progetto è sul trattamento non invasivo delle malattie delle valvole del cuore - precisano da via Olgettina - e l'obiettivo di Artery è "creare una piattaforma robotica rivoluzionaria che sfrutti l'Ai e la realtà aumentata per sviluppare nuovi sistemi di guida e monitoraggio" utili nelle procedure percutanee meno invasive, nonché "sistemi capaci di formare e supportare gli operatori rendendo gli interventi più sicuri ed efficaci per il paziente ed eliminando l'uso dei raggi X intra-operatori".

Per spiegare il senso del progetto, gli esperti del San Raffaele fanno "un parallelo tra il chirurgo e il pilota. In campo aeronautico - ricordano - i simulatori si usano da moltissimo tempo per migliorare l'esperienza di volo, soprattutto in situazioni di criticità. Implementare soluzioni di realtà virtuale nell'ambito delle operazioni cardiovascolari, in cui l'operatore in training sembra in un intervento vero e vive quindi anche le situazioni di stress, significa migliorare radicalmente l'approccio degli interventi. Aggiungere a questo la realtà aumentata significa integrare anche le informazioni su sistemi indossabili. In questo modo il medico non imparerà più sul paziente, ma sul simulatore, senza rischi e con una sicurezza quasi totale".

Nel progetto Artery - dettaglia una nota - sarà creata una piattaforma robotica che semplificherà le procedure percutanee ed eliminerà l'uso dei raggi-X intra-operatori. Il chirurgo potrà interfacciarsi con il sistema robotico attraverso la realtà aumentata, selezionare il punto target che il catetere deve raggiungere e visualizzare il modello del catetere e dell'albero vascolare del paziente. Il sistema sarà semi-autonomo e le decisioni, guidate dall'intelligenza artificiale, verranno sempre condivise e concordate con l'operatore umano. In pratica, si realizzerà "un sistema immersivo e intuitivo - si legge - in cui la responsabilità e la supervisione saranno dell'operatore, mentre la procedura cardiovascolare sarà eseguita da un robot affiancato da sistemi di controllo, piloti automatici che possano eseguire compiti ripetitivi sostituendosi all'operatore che rimane responsabile dell'intervento".

"Il progetto Artery - afferma Emiliano Votta, professore associato del Politecnico di Milano - introdurrà due grandi innovazioni che avranno un importante impatto sulle operazioni cardiache: il telecontrollo dei robot attraverso l'Ai e la realtà aumentata, e quindi la possibilità di gestire operazioni complesse in modo intuitivo e potenzialmente da remoto, e l'uso di cateteri sensorizzati, che permetteranno più controllo e precisione nei movimenti del catetere dentro il corpo del paziente. Queste innovazioni renderanno gli interventi percutanei sul cuore più semplici da imparare e da eseguire, e più sicuri per pazienti e operatori".

"La simulazione rappresenta un passo essenziale per l'applicazione delle nuove tecnologie nella pratica clinica - dichiara Francesco Maisano, direttore dell'Heart Valve Center del San Raffaele - Grazie ai simulatori, all'intelligenza artificiale e alla realtà aumentata si lavorerà con più elevati standard di sicurezza e con risultati migliori. Anche sul lato della formazione, grazie al simulatore restituiremo ai medici in formazione la possibilità di provare senza timore di sbagliare e senza pericolo per i pazienti".