Rivoluzione Pronto soccorso in Emilia R., massimo 6 ore di attesa


  • Adnkronos Salute
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Bologna, 13 mag. (AdnKronos Salute) - Svolta Pronto soccorso in Emilia Romagna, con tempi d'attesa che non supereranno le 6 ore, un nuovo codice blu per il triage e una suddivisione in 3 livelli di intensità dell'emergenza. Ad annunciare "una piccola rivoluzione, dopo quella per l'abbattimento delle liste d'attesa per visite e ricoveri", è l'assessore alle Politiche della Salute, Sergio Venturi, che oggi ha presentato le novità insieme al governatore Stefano Bonaccini. Saranno ripensati anche gli spazi, per diventare più moderni e confortevoli, con ancor più personale specializzato - hanno spiegato - e verrà riorganizzata la presa in carico.

E' il traguardo a cui punta la Regione con un piano dedicato, basato su diverse linee d'azione: 7 milioni di euro per potenziare e qualificare il personale sanitario attraverso nuove assunzioni (circa 130 tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari); una ridistribuzione dell'attività interna attraverso percorsi definiti, con 5 codici per il triage (ai 4 attuali si aggiunge il colore blu) e 3 livelli di intensità; una maggiore efficienza nelle consulenze, negli esami e nell'invio diretto agli specialisti, oltre che nella gestione dei posti letto. E ancora: interventi strutturali per ridisegnare gli ambienti sia nelle costruzioni ex novo che nelle riqualificazioni, per aumentare il comfort dei pazienti e la funzionalità degli spazi di lavoro.

"Introdurremo nuovi standard per i Pronto soccorso - afferma Venturi - E' una sfida che vogliamo vincere entro 12 mesi. Nessun'altra Regione si è data quest'obiettivo, a livello nazionale ancora si discute sul garantire un massimo di 8 ore d'attesa per i pazienti. Abbiamo anche chiesto al Governo di poter inserire nel 'Decreto Calabria' un emendamento che introduca criteri più 'leggeri' per reclutare personale medico, di cui c'è carenza, nei Pronto soccorso, ad esempio avvalendosi anche degli specializzandi" all'ultimo anno. "Il nostro è un obiettivo molto sfidante - evidenzia Bonaccini - Sarà un lavoro incredibile per migliorare ulteriormente la qualità della nostra sanità", aggiunge precisando che gli operatori dell'emergenza-urgenza "fanno un lavoro più usurante, perciò bisogna anche iniziare a pensare a come renderlo più premiante. Ci confronteremo con le organizzazione che rappresentano questi lavoratori".

La permanenza nei Pronto soccorso dovrà rispettare dunque standard precisi: al massimo 6 ore, con massimo un'ora in più per i casi di maggiore complessità, in cui ad esempio siano necessarie numerose prestazioni e consulenze o un'osservazione temporanea. Il tempo di permanenza è infatti considerato a livello internazionale una misura utile per valutare, e quindi migliorare, le performance dell'intero processo di emergenza. In Emilia Romagna circa l'85% dei casi già si conclude in media in meno di 6 ore, l'obiettivo è garantirlo per tutti. Nelle situazioni in cui dovessero permanere casi di particolare complessità, il tempo di permanenza oltre le 6 ore non potrà comunque superare un'ulteriore ora aggiuntiva.

Per la Regione è poi necessario continuare a investire sul potenziamento e sulla qualificazione del personale, sia in termini quantitativi che di acquisizione di competenze nel settore dell'emergenza-urgenza. Per questo la Giunta mette sul piatto 7 mln. Sarà poi portato avanti e implementato il Piano regionale di rafforzamento del personale che, dal 2016 a oggi, ha già reso possibili nel Ssr oltre 10.300 assunzioni, tutte a tempo indeterminato, con percentuali di turn over fino al 150%.

Ancora, cambierà la funzione di triage, cioè la valutazione della condizione clinica dei pazienti e del loro rischio. Ciò avverrà attraverso l'attribuzione di una scala di codici colore volta a definire la priorità di trattamento, che passa da 4 a 5 codici (si aggiunge il blu) per differenziare meglio i pazienti, in particolare quelli a complessità intermedia, e avviarli al percorso più appropriato. Nella cosiddetta 'complessità alta' confluiranno i pazienti con codice rosso, in quella 'intermedia' i codici giallo e verde e in quella 'bassa' i pazienti con codice blu e bianco.

Fare rete sarà la chiave per alzare i livelli di performance del Pronto soccorso, perché non è l'unico soggetto chiamato a dare una risposta ai problemi di chi si presenta presso una struttura di pronto intervento, chiarisce la Regione. Direzioni sanitarie, Ausl e aziende ospedaliere dovranno agire insieme, per coinvolgere in questo percorso anche tutti gli attori che giocano un ruolo nel prestare soccorso a chi ne ha bisogno: altre unità operative (medicina d'urgenza, altre aree mediche e chirurgiche), servizi (laboratori, radiologie) e le strutture coinvolte nei percorsi extra-ospedalieri: le Case della Salute (per ridurre gli accessi impropri) e gli ospedali di comunità (come sostegno nelle dimissioni).

Dovranno inoltre diventare più efficienti i processi a supporto del Pronto soccorso come le consulenze, le indagini di laboratorio e quelle radiologiche. Saranno potenziati anche i cosiddetti 'fast-track', ovvero gli invii diretti agli specialisti. Un ruolo fondamentale per i pazienti che richiedono un'osservazione prolungata, o il ricovero, sarà rivestito dalle funzioni di Osservazione breve intensiva e di gestione dei posti letto. Quest'ultima, in particolare, dovrà raccordarsi con i reparti ospedalieri, in modo da evitare tempi di sosta eccessivi in Pronto soccorso in attesa del posto letto.

I nuovi standard per i Pronto soccorso individuati dalla Regione prevedono anche interventi strutturali, sia nelle costruzioni ex novo che nelle riqualificazioni. Ad esempio la realizzazione delle 'camere calde' (ambienti nei quali accedono i mezzi di soccorso), in modo tale che possano consentire l'accesso di più di un mezzo di soccorso contemporaneamente; l'allestimento di aree per le attese dimensionate in base al numero dei pazienti; un'attenzione particolare alle luci e all'utilizzo dei colori.