Risultati a favore dell’uso di evobrutinib nella sclerosi multipla


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Messaggi chiave

  • Nei pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante, l’assunzione quotidiana di 75 mg per os di evobrutinib riduce il numero totale di lesioni captanti il gadolinio a 3-6 mesi dall'inizio del trattamento, rispetto al placebo.
  • Il farmaco non ha effetto sul tasso annualizzato di recidive o sulla progressione della disabilità ed è inoltre associato a un aumento dei livelli di alanina aminotransferasi (ALT) epatica.

Descrizione dello studio

  • Studio di fase 2 condotto in 56 centri (Europa e Russia) su pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante.
  • I partecipanti (18-65 anni) sono stati randomizzati a un trattamento con placebo, evobrutinib (25 mg una volta al giorno o 75 mg una o due volte al giorno), o dimetilfumarato (DMF) come riferimento.
  • Endpoint primario: numero cumulativo di lesioni captanti il gadolinio misurate tramite RM alle settimane 12-16-20-24.
  • Principali endpoint secondari: tasso di recidive annualizzato, cambiamento nel punteggio sulla scala EDSS (Expanded Disability Status Scale) alla settimana 24, sicurezza.
  • Fonti di finanziamento: EMD Serono.

Risultati principali

  • Lo studio ha coinvolto 267 pazienti (età media 42 anni).
  • Il numero totale di lesioni captanti il gadolinio è stato di 3,85±5,44 nel gruppo placebo, 4,78±22,05 in quello trattato con DMF e 4,06±8,02, 1,69±4,69 e 1,15±3,70 in quelli con evobrutinib allo dose di 25 mg una volta al giorno, 75 mg una volta al giorno e 75 mg due volte al giorno, rispettivamente.
  • Rispetto al gruppo placebo, il rapporto dei tassi basali aggiustati per il numero totale di lesioni nel tempo sono stati: 1,45 con evobrutinib 25 mg una volta al giorno (IC 95% 0,72-2,91; P=0,32), 0,30 con 75 mg una volta al giorno (IC 95% 0,14-0,63; P=0,005) e 0,44 con 75 mg due volte al giorno (IC 95% 0,21-0,93; P=0,06).
  • Alla settimana 24, l’evobrutinib non ha avuto effetto significativo sul tasso annualizzato di recidive rispetto al placebo. Tasso annualizzato non aggiustato: 0,37 (IC 95% 0,17-0,70), 0,57 (IC 95% 0,30-0,97), 0,13 (IC 95% 0,03-0,38), 0,8 (IC 95% 0,01-0,30) e 0,20 (IC 95% 0,06-0,47) nei gruppi placebo, evobrutinib a 25 mg, 75 mg una volta al giorno, 75 mg due volte al giorno e DMF, rispettivamente.
  • Il cambio medio del punteggio EDSS dal basale è stato pari a 0 in tutti i gruppi.
  • Effetti avversi più comuni associati a evobrutinib: rinofaringite, aumento dei livelli di alanina aminotransferasi, aspartato amino transferasi e lipasi.

Limiti dello studio

  • Popolazione di pazienti più anziana rispetto ad altri studi.
  • Pochi pazienti con recidive.
  • Generalizzabilità limitata: tutti i pazienti erano bianchi.

Perché è importante

  • La tirosin-chinasi di Bruton (BTK) rappresenta un target nella sclerosi multipla, dato che regola le funzioni dei linfociti B e delle cellule mieloidi, coinvolte nella patogenesi della malattia.
  • L’inibizione della BTK tramite il farmaco orale evobrutinib blocca i linfociti B in vivo e in vitro.
  • Per determinare l'effetto e i rischi di evobrutinib nei pazienti con sclerosi multipla, sono necessari studi più lunghi e più ampi.