Rischi maggiori per chi soffre di disturbi respiratori del sonno durante e dopo la gravidanza

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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Messaggi chiave

  • In gravidanza e dopo il parto, la presenza di disturbi respiratori del sonno, determinati con 2 particolari indici, si associano a un rischio aumentato di ipertensione e sindrome metabolica negli anni successivi.
  •  Il rischio più alto si osserva nelle donne con disturbi respiratori del sonno persistenti, quindi presenti sia in gravidanza sia nel periodo dopo il parto.

In uno studio pubblicato su American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, i disturbi respiratori del sonno in gravidanza e dopo il parto, identificati con l’indice di desaturazione dell’ossigeno (Oxygen-Desaturation Index, ODI) o con l’indice apnea-ipopnea (Apnea Hypopnea Index, AHI), sono stati associati a un rischio maggiore di sviluppare ipertensione e sindrome metabolica durante il follow up di 2-7 anni. Nello specifico, il primo indice misura il numero di apnee e ipopnee per ora di sonno stimata, comprensivo di tutte le apnee più ipopnee accompagnate a un abbassamento della saturazione dell’ossigeno ≥3%. Il secondo si riferisce al numero di riduzioni della saturazione ≥3% dal basale per ora di sonno stimata.

In particolare, un ODI ≥5 in gravidanza, ma non un AHI ≥5, si associa a un rischio maggiore di ipertensione, mentre entrambi si associano al rischio aumentato di sindrome metabolica. Si è visto poi che il rischio è più alto per le donne che continuano ad avere innalzamenti dei due indici tra i 2 e i 7 anni dopo il parto. “Le associazioni dei disturbi respiratori del sonno in gravidanza erano in generale più forti quando erano determinati utilizzando l’ODI, che quantifica la frequenza delle diminuzioni della saturazione dell’ossigeno di almeno il 3%, piuttosto che l’AHI, che è definito da una combinazione di cambiamenti del flusso d’aria e della saturazione di ossigeno” scrivono i ricercatori. “I nostri risultati suggeriscono che la misura più semplice, l’ODI, possa identificare coloro a rischio aumentato altrettanto bene, se non meglio, di AHI”.

I ricercatori hanno analizzato un sottogruppo di 1.964 partecipanti allo studio Nulliparous Pregnancy Outcomes Study: Monitoring Mothers‐to‐be Heart Health Study (nuMoM2b-HHS), che avevano effettuato una valutazione per i disturbi respiratori del sonno durante una prima gravidanza tra la settimana 6 e 15 e/o tra la settimana 22 e 31.

Il risk ratio aggiustato (aRR) per la sindrome metabolica con un AHI ≥5 in gravidanza era pari a 1,44. Invece, un ODI ≥5 in gravidanza si associa a un rischio maggiore sia di malattia metabolica (aRR 1,53) sia di ipertensione (aRR 2,02). Un’analisi delle 826 partecipanti di cui erano disponibili i dati a tutti i time point, mostra come le donne che continuano ad avere un AHI ≥5 o un ODI ≥5 anche dopo il parto hanno un rischio più alto di ipertensione incidente (aRR 3,77 e 2,46, rispettivamente) e di sindrome metabolica (aRR 2,94 e 2,42, rispettivamente).

Gli autori non ritengono comunque utile uno screening universale dei disturbi respiratori del sonno e il loro trattamento in gravidanza e nel periodo post-parto. “Sono necessari ulteriori studi longitudinali per esaminare le relazioni temporali o causali tra i disturbi respiratori del sonno e i rischi cardiometabolici, per determinare se il semplice monitoraggio dell’ossimetria possa essere utilizzato in modo affidabile per identificare gli individui a rischio e per studiare se il trattamento con la CPAP durante o dopo la gravidanza possa modificare l'aumento di rischio” concludono.