Ripetere una RM non è utile per la diagnosi di spondiloartrite assiale


  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Un’unica risonanza magnetica per immagini (RMI) sembra essere sufficiente per individuare l’infiammazione delle articolazioni sacroiliache (SI) e quindi andare incontro a una diagnosi di spondiloartrite (SpA) assiale.
  • Cambiamenti dello stato delle articolazioni SI tra due RMI si osservano solo in una minoranza dei pazienti.
  • Il sesso maschile e la positività a HLA-B27 possono essere indicatori di risultati positivi della RMI.

Descrizione dello studio

  • Lo studio ha coinvolto una popolazione di pazienti, arruolati nella coorte Spondyloarthritis Caught Early (SPACE) da gennaio 2009 a luglio 2012, con dolore alla schiena cronico (durata 3 mesi-2 anni, età ≥16 anni, età di insorgenza
  • I pazienti ricevevano una valutazione diagnostica all’inizio dello studio (esame fisico, RMI e radiografie delle articolazioni SI, test HLA-B27), a 3 mesi e a 1 anno. Le scansioni di RMI e le radiografie delle articolazioni SI erano valutate in modo indipendente da 2 lettori esperti (3 nel caso di pareri discordanti) senza avere informazioni riguardanti le caratteristiche del paziente, i dati clinici, la sequenza temporale.
  • La probabilità di un riscontro di RMI positivo alle visite (prendendo in considerazione i fattori che potevano contribuire) è stata calcolata mediante un'analisi di equazioni di stima generalizzate.

 

Risultati principali

  • Dei 188 pazienti coinvolti, il 38,3% erano di sesso maschile, con una media ±SD dell’età di 31,0±8,2 anni e della durata del dolore alla schiena di 13,2±7,1 mesi. Risultati positivi erano trovati nella RMI iniziale (presa come riferimento) in 31 pazienti (16,5%). Il 48,4% dei pazienti era HLA–B27 positivo.
  • C’era una probabilità maggiore di avere una RMI positiva iniziale e una negativa al follow-up rispetto all’inverso: i risultati di RMI cambiavano da positivi a negativi in 3 su 27 pazienti (11,1%) a 3 mesi e in 11 su 29 (37,9%) a 1 anno, mentre cambiavano da negativi a positivi in 5 su 116 pazienti (4,3%) a 3 mesi e in 10 su 138 (7,2%) a 1 anno.
  • Valori di HLA–B27 positivi e sesso maschile erano determinanti indipendenti della probabilità di una RMI positiva in qualsiasi momento. La probabilità di una RMI positiva per la SpA assiale nelle donne HLA-B27-negative con mal di schiena cronico era solo del 7%, mentre per gli uomini HLA-B27-positivi era del 43% (donne HLA-B27-positive 6%, HLA- B27-negativi uomini 14%).
  • Se la RMI iniziale era positiva, la probabilità di avere dei risultati positivi durante il follow-up era molto alta (75%).

Limiti dello studio

  • Durata relativamente breve del follow-up.
  • Non è stato possibile confrontare i risultati con uno standard esterno.
  • I risultati non erano convalidati da un'altra tecnica di imaging o dall'istologia.

Perché è importante

  • La RMI è un importante tecnica diagnostica non radiografica capace di rilevare l’infiammazione delle articolazioni SI a uno stadio precoce. Non esistendo criteri diagnostici ufficiali per una diagnosi di SpA e non sapendo come nuove lesioni infiammatorie si sviluppino nel tempo, è importante capire se sia utile ripetere una RMI a distanza di tempo se, nonostante un esito negativo, si ha ancora un sospetto di SpA assiale.