Riabilitazione in sharing, la Maugeri regala il suo modello


  • Adnkronos Salute
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Milano, 28 giu. (AdnKronos Salute) - "La salute è un bene pubblico e va condiviso". E' con questa filosofia che la Maugeri di Pavia, realtà di punta nel settore della riabilitazione, lancia oggi l''operazione sharing'. L'idea è di mettere a disposizione il proprio modello clinico 'Icd-Icf', perfezionato in 4 anni di lavoro, donandolo alla comunità medico-scientifica per diffonderlo e ottimizzarlo. Niente copyright, ma "copyleft", a beneficio dei pazienti e del sistema. Sul sito www.icsmaugeri.it verrà caricata tutta la documentazione raccolta. E "previa registrazione gratuita - spiegano dalla struttura - sarà possibile attivare la condivisione degli strumenti messi a punto, in particolare del Nomenclatore sistematico delle prestazioni riabilitative". Un'opportunità già colta da "due importanti realtà della sanità privata, Cof Lanzo Hospital Spa" nel Comasco "e Fondazione Ospedale San Camillo di Venezia".

"E' indispensabile che questo modello venga discusso e migliorato con la collaborazione di tutti - ha annunciato l'amministratore delegato Gianni Giorgi, intervenuto all'11° convegno della Società italiana di riabilitazione di alta specialità (Siras) in corso a Pavia all'Irccs Maugeri - così come è stato davvero frutto di un lavoro corale in Maugeri, di cui ringrazio tutti. E' in questo modo che le autorità potranno attivare adeguati sistemi informativi di rilevazione e di valorizzazione delle performance, oltre che della complessità degli interventi assicurati". D'altra parte, ha osservato il manager, "Albert Bruce Sabin non volle brevettare il suo vaccino anti-polio, per quanto subisse pressioni da varie parti. Noi non abbiamo certo l'ardire di paragonare questo lavoro a quella grandiosa scoperta che salvò migliaia di bambini in tutto il mondo, ma la medicina avanza per condivisione di risultati e per confronto critico".

"La medicina riabilitativa in particolare ha bisogno di costruire un percorso condiviso di misurazione degli esiti e dei gradi di autonomia che può far riguadagnare ai pazienti", ha precisato Giorgi ricordando che "la rilevante percentuale di pazienti, soprattutto anziani e cronici, con gravi e perduranti compromissioni nelle attività di vita quotidiana rappresenta il principale problema dei sistemi di welfare odierni. Pazienti ai quali le medicine specialistiche e riabilitative integrate sono in grado di dare una risposta appropriata, evitando le riacutizzazioni, e quindi nuovi ricoveri, ed evitando o almeno contenendo gli esiti disabilitanti".

Il modello clinico Icd-Icf - riferisce una nota - prende il nome dai due codici di malattia e procedure (classificazione Icd9-Cm) e di disabilità (classificazione Icf) stabiliti dall'Organizzazione mondiale della sanità, ed è il risultato del lavoro quadriennale di medici, psicologi, fisioterapisti e manager Maugeri, che per la prima volta ha dato attuazione sistematica ai disposti normativi dell'Atto di indirizzo della riabilitazione del 2011 e del decreto Lea, che fanno riferimento alla codifica Icf come base per il Progetto riabilitativo individuale.

Il modello Icd-Icf - si legge - è un insieme di indicazioni operative per la gestione delle informazioni sanitarie relative sia alle diagnosi di malattia e dei traumatismi, sia al funzionamento e la disabilità associati alle condizioni di salute, sia alle procedure diagnostiche e terapeutiche, e rappresenta le fondamenta del processo di digitalizzazione dei percorsi interdisciplinari di cure specialistiche correlate delle malattie disabilitanti. Un modello alla base dell'indispensabile valutazione degli esiti dei ricoveri ospedalieri, in termini di autonomia oltre che di sopravvivenza.

Le indicazioni del modello consentono dunque la gestione del paziente, soprattutto anziano e cronico - evidenzia la Maugeri - con le nuove tecnologie digitali, essenziali in un moderno "ospedale delle cure specialistiche internistiche e riabilitative". Un nosocomio che, ha puntualizzato Giorgi, "poggia sulla gestione delle tante informazioni su diagnosi di malattia (Icd) e funzionamento (Icf), sulle procedure terapeutiche sia farmacologiche (Piano terapeutico farmacologico-Ptf) sia plastico-funzionali (Progetto e Programma riabilitativo individuale, Pri-Pri) correlati. Inoltre, a fronte di un evento acuto che richiede l'attività riabilitativa (per esempio scompenso cardiaco, ictus, Bpco), il lavoro ospedaliero viene portato avanti per percorsi diagnostici terapeutici di cure, che vengono tracciati con la Scheda di dimissione ospedaliera (Sdo)". L'obiettivo resta "la valutazione degli esiti, possibile in base all'Icd-Icf, e dei percorsi di cure in funzione dell'obiettivo 'più anni con meno limitazioni funzionali'".