Report Fnomceo, 1 medico su 2 ha subito aggressioni


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Roma, 13 giu. (AdnKronos Salute) - In Italia un medico su due ha subito aggressioni verbali nell'ultimo anno, il 4% è stato vittima di violenza fisica. Sono i dati preliminari di uno studio della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) basato sull'analisi di un questionario messo online alcuni mesi fa dalla Fnomceo e che ricalcano le estrapolazioni delle denunce all’Inail e i risultati di analoghe indagini condotte dai sindacati medici. I dati sono stati illustrati oggi al Comitato Centrale della Fnomceo alla presenza del ministro della Salute Giulia Grillo.

L’obiettivo del report della Fnomceo è avere numeri aggiornati e completi sul fenomeno della violenza contro i medici. "Fenomeno che sta diventando sempre più una vera emergenza di sanità pubblica, tanto da stimolare l’intervento del Governo che ha presentato un disegno di legge per arginarlo. Disegno di Legge che però, come gli altri in materia, è fermo in Parlamento", sottolinea la Fnomceo. Dallo studio emerge che oltre il 38% degli operatori sanitari "si sente poco o per nulla al sicuro" e più del 46% è "abbastanza o molto preoccupato" di subire aggressioni.

Al questionario, proposto dall’Associazione scientifica nazionale Hospital & Clinical Risk Managers ed elaborato dal professor Alberto Firenze dell’Università di Palermo, hanno risposto più di 5000 professionisti sanitari, per la maggior parte (il 73%) medici (ospedalieri, del territorio, convenzionati, liberi professionisti, di strutture pubbliche e private), seguiti da ostetrici (5%) infermieri (3%) odontoiatri (3%) e altri operatori, e in maggioranza (il 56%) donne. Sono arrivate risposte da tutte le Regioni, con in testa il Piemonte (circa il 21%), seguito dalla Lombardia (16%), dalla Puglia (12%) e dalla Toscana (9%).

Ebbene, "più del 56% di chi ha subito violenza ritiene che l’aggressione poteva essere prevista, anche se il 78% degli intervistati non sa se esistano o meno procedure aziendali per prevenire o gestire gli atti di violenza - evidenzia il report - Oltre il 38% degli operatori sanitari si sente poco o per nulla al sicuro e più del 46% è abbastanza o molto preoccupato di subire aggressioni".

"Uno dei dati a nostro avviso più allarmanti – spiega il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli – è la rassegnazione che emerge dalle risposte dei nostri colleghi: il 48% di chi ha subito un'aggressione verbale ritiene l’evento 'abituale', il 12% 'inevitabile', quasi come se facesse parte della routine o fosse da annoverare tra i normali rischi professionali. Le percentuali cambiano di poco in coloro che hanno subito violenza fisica: quasi il 16% ritiene l’evento ‘inevitabile’, il 42% lo considera 'abituale'".

"Questa percezione falsata e quasi rassegnata del fenomeno porta con sé gravi effetti collaterali, come la mancata denuncia alle autorità, l’immobilismo dei decisori, ma anche il burnout dei professionisti, con esaurimento emotivo, perdita del senso del sé e demotivazione nello svolgimento della professione. La Fnomceo non ci sta, e grida il suo 'Basta!' a ogni forma di violenza contro chi chiede soltanto di poter curare il prossimo in serenità e sicurezza", conclude Anelli.