Report Fiaso, rallenta curva ricoveri, in una settimana solo +1,9%

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Roma, 19 ott. (Adnkronos Salute) - Dopo l'accelerazione subita nella scorsa settimana, con un balzo del 37%, rallenta la crescita dei ricoveri Covid: nella rilevazione del 18 ottobre effettuata dagli ospedali sentinella aderenti alla rete Fiaso, la Federazione dell'aziende sanitarie e ospedaliere, si osserva un modesto aumento dei ricoverati pari all'1,9%.

L'incremento, tuttavia, riguarda solo i pazienti ricoverati nei reparti ordinari Covid e dunque i casi meno gravi: in 7 giorni il numero dei posti letto occupati è salito del 2,7%. Al contrario nelle terapie intensive l'andamento appare diverso, spiega il report: c'è una diminuzione di 4 pazienti che conferma la sostanziale stabilità dei numeri nelle rianimazioni, che variano solo di poche unità ormai da qualche settimana. In terapia intensiva continua a essere alta la proporzione di non vaccinati, pari al 25% dei ricoverati con sindromi respiratorie e polmonari.

Tra i ricoverati vaccinati, invece, circa l'80% ha ricevuto l'ultima somministrazione da oltre 6 mesi e non ha dunque effettuato la quarta dose - rileva la Fiaso - nonostante si tratti per la stragrande maggioranza di anziani e affetti da altre patologie, proprio i soggetti più a rischio di sviluppare complicanze a seguito dell'infezione del virus Sars-Cov-2. Complessivamente, nei reparti ospedalieri ordinari il 60% dei ricoverati riguarda i cosiddetti pazienti 'con Covid', ovvero coloro che sono arrivati in ospedale per curare un'altra patologia e sono stati trovati incidentalmente positivi al tampone e dunque ricoverati in aree Covid. Di contro, solo il 40% è ricoverato 'per Covid' con sintomi respiratori e polmonari.

Fra bambini e adolescenti si osserva un aumento speculare alla riduzione della settimana scorsa, ritornando al numero di ricoverati di 2 settimane fa, secondo quanto emerge dalla rilevazione nei quattro ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria aderenti alla rete sentinella di Fiaso. Si tratta di oscillazioni di pochi casi e, evidenzia il report, il segnale che si può cogliere è una stabilità verso il basso. Non ci sono pazienti in terapia intensiva.