Report Fiaso, 'diminuiscono i pazienti ricoverati per il virus'

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Roma, 2 feb. (Adnkronos Salute) - L'effetto vaccino si vede sempre più sui ricoveri. L'andamento della pandemia segue ormai due differenti curve: è in discesa per quanto riguarda i pazienti ricoverati 'per Covid', mentre è in salita per i ricovati 'con Covid'. Nell'ultima settimana, nei reparti ordinari, c'è stato un calo del 6% dei pazienti con patologia polmonare e respiratoria, mentre sono cresciuti dell'1% quelli positivi al virus, ma asintomatici e in cura per altre patologie. Anche nelle terapie intensive il decremento fra i pazienti 'per Covid' è del 10%, mentre raddoppiano i pazienti 'con Covid'. E' quanto emerge dal report della Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, sugli ospedali sentinella.

"La lettura dei ricoveri deve considerare necessariamente i ricoverati 'per' e 'con' Covid, perché i pazienti positivi al virus, ma in ospedale per curare fratture, tumori, patologie cardiologiche, sono ormai quasi il 40% del totale dei ricoverati in area Covid. Questo è cruciale per l'organizzazione degli ospedali e anche per la corretta interpretazione epidemiologica dell’impatto della pandemia", commenta il presidente di Fiaso, Giovanni Migliore. "La suddivisione dei ricoveri 'per' e 'con' Covid e l'analisi differente evidenzia e conferma la protezione vaccinale crescente verso la malattia - sottolinea - In ospedale arrivano in tanti positivi per una frattura, per un intervento chirurgico, per una malattia cardiaca e, proprio grazie al vaccino, non hanno sviluppato sindromi respiratorie, ma risultano asintomatici al Covid".

Secondo Migliore, "con una copertura vaccinale molto ampia, oltre l'80% della popolazione, nei prossimi mesi dovremo abituarci sempre più a questa tipologia di pazienti che necessitano assistenza sanitaria specialistica, ma vanno isolati in reparti ad hoc in quanto contagiati. Dovremo, insomma, assicurare ai pazienti positivi le cure per altre patologie senza ritardi o rinvii, ma dovremo farlo in setting assistenziali separati".

Anche in terapia intensiva cambiano le proporzioni tra i ricoverati 'per' e 'con' Covid. I pazienti positivi al virus, ma con altre patologie, che sono nei letti di rianimazione sono il 16%: molto meno rispetto a quelli presenti nei reparti ordinari. Si tratta di pazienti con scompensi internistici (32%), con ischemie o emorragie cerebrali (16%), malati che devono essere sottoposti a interventi chirurgici indifferibili (19%), traumi e fratture (6%).

"L'epidemia è in frenata e il segnale più tangibile di come la corsa del virus stia rallentando è proprio quello che arriva dalle terapie intensive, nelle quali il numero dei pazienti gravi ricoverati con patologia polmonare si è ridotto del 10%. Occorre sottolineare, però, che in terapia intensiva ci finiscono per la stragrande maggioranza pazienti che hanno sviluppato la patologia tipica da Covid e si tratta per lo più di non vaccinati", conclude Migliore.