Report Anaao: sono finiti i posti letto in medicina interna


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Notizie Mediche Univadis
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Crolla anche l’ultimo baluardo del Sistema sanitario nazionale: i reparti di medicina interna sono saturi di pazienti COVID, come rivela un rapporto prodotto da Anaao-Assomed, l’Associazione dei medici dirigenti.

«Tra marzo ed aprile 2020 ci siamo trovati di fronte a un incremento esponenziale di ricoveri inaspettati, che abbiamo dovuto affrontare con i pochi mezzi a disposizione che ci erano rimasti. Tale ondata si sta ripetendo ancor più alta nei mesi di ottobre-novembre» spiega Carlo Palermo, segretario nazionale Anaao-Assomed.

Nel 1998 i posti letto negli ospedali erano 311.000. Nel 2007, anno immediatamente a ridosso della crisi economica che ha innescato la successiva austerity, erano ridotti di circa 90.000 unità e nel 2017 erano circa 190.000 secondo l’Annuario statistico del SSN pubblicato nel 2019. In Italia, partendo dal 5,8 per mille abitanti del 1998, si è giunti ai 3,2 attuali contro una media dell’Unione Europea vicina a 5. Al 16 di novembre 2020, sul territorio italiano risultavano ricoverati 36.028 pazienti COVID, denuncia il rapporto.

In era pre-COVID (2017), l’indice di occupazione dei posti letto in ospedale per i casi acuti (rapporto percentuale tra le giornate effettivamente utilizzate dai pazienti ricoverati e le giornate teoricamente disponibili in base alla portata del servizio sanitario) era del 78,9%, contro una media Ocse del 75,2%, ma la continua carenza di personale medico nelle corsie ospedaliere, alimentata da blocco del turnover perpetrato negli anni precedenti, ha fatto sì che i medici arrivassero a un carico di lavoro stimabile al 115% delle loro capacità lavorative. All’arrivo del virus, questo carico di lavoro raggiunge percentuali ben oltre il 150%.

Lo studio

Per sapere quanto i servizi sanitari regionali sono sotto stress, gli esperti di Anaao-Assomed hanno preso in considerazione gli ultimi dati disponibili sulla dotazione standard di posti letto di medicina interna, pneumologia e malattie infettive, risalenti al 2018 (Ministero della Salute), estrapolati dal sito internet dall’AGENAS e aggiornati periodicamente. È da tenere conto che l’AGENAS non prende in considerazione i posti letto di geriatria, che in questa fase pandemica vengono comunque occupati anche da malati COVID.

I dati regionali sui ricoveri COVID sono aggiornati al 16/11/2020 e il numero di posti letto internistici al 13/11/2020.

La soglia critica di occupazione con pazienti COVID per le aree non intensive è individuata al 40% dal decreto del Ministro della Salute del 30/4/2020. Al 16/11/2020, l’Italia si trova al 52%, con punte regionali-provinciali elevatissime (Piemonte 93%, Provincia Autonoma di Bolzano 104%).

 

I dati Regione per Regione

«Nelle rilevazioni periodiche dei dati AGENAS sulla percentuale della saturazione dei posti letto non intensivi e del numero di ricoveri non intensivi emanato quotidianamente dal Ministero della Salute, abbiamo assistito a variazioni molto ampie sia in negativo sia in positivo, nell’arco di pochi giorni, del numero di posti letto internistici per regione, del quale non abbiamo una spiegazione certa » spiega ancora Palermo. «Potrebbe trattarsi di conversioni di posti letto per acuti di altre branche specialistiche eseguite in corso d’opera e conteggiate quotidianamente, ma non escludiamo che le Regioni possano aver fornito un dato non accurato, non corrispondente al reale. È inverosimile che le Regioni abbiano creato un numero consistente di posti letto internistici dal nulla senza convertire quelli di altre specialità, in quanto mancherebbero gli spazi fisici ma soprattutto il personale per gestire tale incremento».

Da questo studio emergono differenze sostanziali di efficienza del servizio sanitario tra le diverse Regioni italiane. Una parte delle Regioni aveva già, nel 2018 (parametro di riferimento per l’indagine), una carente disponibilità di posti letto internistici rapportato alla popolazione. Alcune regioni del Sud avevano carenze molto gravi sin da allora. La pandemia ha acuito ancora di più le differenze tra Regioni virtuose e Regioni con un servizio sanitario non efficiente.

 

 

Lombardia

La Lombardia è la Regione più popolosa d’Italia con oltre 10 milioni di abitanti. Ha incrementato del 138,8% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 145, il più alto d’Italia dopo la Valle d’Aosta. Da segnalare, comunque, che alla rilevazione dell’8/11, l’incremento dei posti letto rispetto al 2018 era di appena il 37,1%. Attualmente le strutture sanitarie lombarde si trovano in grave difficoltà, in quanto i posti letto internistici sono saturati al 54% con malati COVID, ben oltre la soglia di sicurezza del 40% indicata dal Ministero della Salute, con gravi ripercussioni sulla tenuta a breve termine del servizio sanitario regionale.

Lazio

Il Lazio è la seconda regione più popolosa d’Italia con 5.785.861 abitanti. La regione Lazio ha incrementato dell’83,6% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 106,1, al di sopra della media nazionale di 103,5. I posti letto internistici sono saturati al 50% con malati COVID, oltre la soglia di sicurezza del 40% indicata dal Ministero della Salute.

Campania

La Campania è la terza regione più popolosa d’Italia con quasi 6 milioni di abitanti. Bisogna riconoscere lo sforzo di incrementare del 75,4% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 76,3, ancora ben al di sotto della media nazionale di 103,5. Attualmente le strutture sanitarie campane si trovano in grave difficoltà, in quanto i posti letto internistici sono saturati al 50% con malati COVID.

Sicilia

La Regione Siciliana ha quasi 5 milioni di abitanti. Ha incrementato del 102,2% i posti letto internistici in due anni, raddoppiandoli, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 83,4, ancora al di sotto della media nazionale di 103,5. Attualmente i posti letto internistici sono saturati al 36% con malati COVID, poco al di sotto della soglia di sicurezza del 40%.

Veneto

Il Veneto ha poco più di 4,9 milioni di abitanti. La Regione veneta, a un primo colpo d’occhio, sembra essere stata tra le più virtuose e previdenti, in quanto ha incrementato del 94,2% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 122,3, notevolmente al di sopra della media nazionale di 103,5, anche se questo potrebbe essere avvenuto a scapito di altri reparti specialistici, con forte calo o blocco totale delle attività elettive chirurgiche. Le strutture sanitarie venete sembrano ben reggere la seconda ondata, in quanto i posti letto internistici sono saturati al 33% con malati COVID.

Emilia-Romagna

L’Emilia-Romagna ha 4.467.118 abitanti e il suo servizio sanitario regionale è considerato tra i più performanti d’Italia. Ha incrementato solo del 15,6% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 94, al di sotto della media nazionale. Le strutture sanitarie emiliano-romagnole pagano lo scotto della mancata attivazione di ulteriori posti letto internistici, in quanto questi sono saturati al 57% con malati COVID. È possibile che questa scelta sia dettata dalla volontà di non convertire i posti letto per acuti di altre specialità in posti letto COVID.

Piemonte

Il Piemonte è la settima regione più popolosa d’Italia con oltre 4,3 milioni di abitanti. La regione Piemonte ha incrementato del 104,9% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 125,4, al di sopra della media nazionale di 103,5. Nonostante l’incremento e nonostante la Regione partisse da un buon rapporto pre-pandemico, attualmente le strutture sanitarie piemontesi si trovano in ginocchio, in quanto i posti letto internistici sono saturati al 93% con malati COVID, mettendo a rischio non solo i malati COVID, ma anche di tutti quei pazienti ricoverati per altre patologie. Il carico di lavoro per il personale sanitario è, in questa regione, incommensurabile.

Puglia

La Puglia è abitata da poco più di 4 milioni di persone. La Regione pugliese ha incrementato del 56,8% i posti letto internistici in due anni, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 71,5, tra le più basse d’Italia. I posti letto internistici sono saturati al 45% con malati COVID. Essendoci una così bassa disponibilità di posti letto rapportati alla popolazione, si rischia un collasso del servizio sanitario in caso di un aumento repentino dei ricoveri.

Toscana

La Toscana è una regione con oltre 3,7 milioni di abitanti. La Regione Toscana ha incrementato del 57,2% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 114,5, tra le migliori in Italia. Attualmente i posti letto internistici sono saturati al 42% con malati COVID.

Calabria

La Calabria è abitata da poco meno di 2 milioni di persone. La Regione calabrese ha incrementato solo del 21,9% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 42,2, fanalino di coda italiano. I posti letto internistici sono saturati al 44% con malati COVID. Per questo la Regione è in zona rossa nonostante abbia il rapporto ricoveri ordinari COVID/100.000 abitanti più basso d’Italia assieme al Molise (18,6, a differenza del 116,9 del Piemonte): basta un lieve aumento dei ricoveri per mettere in ginocchio il servizio sanitario, con gravi ripercussioni sulla salute pubblica.

Sardegna

La Sardegna è la seconda regione insulare come popolazione, 1,63 milioni di abitanti. La regione sarda ha incrementato del 23,2% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 86,8. I posti letto internistici sono saturati al 36% con malati COVID.

Liguria

La Liguria ha 1.543.127 abitanti. La Regione ha incrementato del 61% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 122,4, quarta in Italia. Tale incremento ha evitato il collasso completo delle strutture ospedaliere, perché in questa Regione c’è un elevato rapporto ricoveri COVID/100.000 abitanti, il quarto più alto d’Italia. I posti letto internistici sono saturati al 73% con malati COVID.

Marche

Le Marche hanno poco più di 1,5 milioni di abitanti. Questa regione non ha incrementato i posti letto internistici rispetto al 2018, anzi si è assistito a una flessione del 4,7%, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 63,4, notevolmente al di sotto della media nazionale. Attualmente le strutture sanitarie marchigiane sono saturate al 52% con malati COVID.

Abruzzo

L’Abruzzo ha 1,3 milioni di abitanti. La Regione abruzzese ha incrementato del 70,6% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 96,8. I posti letto internistici sono saturati al 45% con malati COVID.

Friuli Venezia-Giulia

Il Friuli Venezia-Giulia ha 1,2 milioni di abitanti. La regione friulana, considerato il già ottimo numero di posti letto per abitanti, ha incrementato di solo 6,1% i posti internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 105,4. Attualmente i posti letto internistici sono saturati al 32% con malati COVID.

Ciò l’ha innegabilmente favorita durante la fase pandemica, e spiega i motivi dell’importanza di avere un adeguato numero di posti letto per acuti.

Trentino Alto-Adige

Il Trentino Alto-Adige ha 1,07 milioni di abitanti ed è diviso in Provincia Autonoma di Trento e Provincia Autonoma di Bolzano. La Provincia trentina ha aumentato di solo il 9,3% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 95,3. I posti letto internistici sono saturati al 75% con malati COVID.

La Provincia bolzanina ha aumentato di solo il 24,1% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 88. Le strutture sanitarie bolzanine si trovano al collasso, in quanto i posti letto internistici sono saturati al 104% con malati COVID. È a rischio la vita non solo dei malati COVID, ma anche di tutti quei pazienti ricoverati per altre patologie e il carico di lavoro per il personale sanitario è insostenibile.

Umbria

L’Umbria ha 880.285 mila abitanti. La Regione umbra ha incrementato del solo 16,5% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 82,8, ben al di sotto della media nazionale di 103,5. Attualmente le strutture sanitarie umbre si trovano in grave difficoltà, in quanto i posti letto internistici sono saturati al 51% con malati COVID.

Basilicata

La Basilicata ha 556.934 abitanti. La Regione lucana ha incrementato del 60,1% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 77. I posti letto internistici sono saturati al 33%, una soglia comunque preoccupante considerata la carente e strutturale indisponibilità di posti letto internistici.

Molise

Il Molise ha poco più di 300.000 abitanti. Nonostante le carenze iniziali rispetto al resto d’Italia, ha incrementato solo del 32,5% i posti letto internistici rispetto al 2018, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 71,5. I posti letto internistici sono saturati al 26% con malati COVID (percentuale più bassa in Italia, espressione dei soli 56 ricoveri).

Valle d’Aosta

La Valle d’Aosta è la Regione meno popolosa d’Italia con i suoi 125.501 abitanti. Ha incrementato del 186,4% i posti letto internistici in due anni, portando il rapporto posti letto internistici/100.000 abitanti a 150,6, notevolmente al di sopra della media nazionale. Nonostante ciò, le strutture sanitarie valdostane si trovano in gravissima difficoltà, in quanto i posti letto internistici sono saturati all’80% con malati COVID.