Regime antitrombotico per i pazienti con fibrillazione atriale e coronaropatia stabile


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggio chiave

  • In pazienti con fibrillazione atriale (FA) e malattia coronarica stabile, rivaroxaban in monoterapia era non inferiore per efficacia (endpoint: eventi cardiovascolari e morte per ogni causa) e superiore per sicurezza (endpoint: sanguinamento maggiore) alla terapia di associazione rivaroxaban più antiaggregante piastrinico.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio AFIRE ha arruolato 2.236 pazienti con FA sottoposti ad angioplastica coronarica o bypass aorto-coronarico da almeno 1 anno oppure con coronaropatia che non richiedeva rivascolarizzazione (conferma angiografica).
  • I pazienti sono stati randomizzati (1:1) per ricevere rivaroxaban (10 o 15 mg) o la combinazione di rivaroxaban più un farmaco antiaggregante.
  • L’endpoint primario composito di efficacia comprendeva ictus, embolia sistemica, infarto del miocardio, angina instabile che necessitava rivascolarizzazione e morte per ogni causa (analisi per non-inferiorità).
  • L’endpoint primario di sicurezza era il sanguinamento maggiore (analisi per superiorità).
  • Fonte di finanziamento: Japan Cardiovascular Research Foundation.

 

Risultati principali

  • Lo studio è stato interrotto 2 mesi prima del previsto per eccessiva mortalità nel gruppo assegnato alla terapia di associazione.
  • Durante il follow-up (mediana 24,1 mesi; IQR 17,3-31,5), l’endpoint primario di efficacia è stato raggiunto da 89 pazienti trattati con la monoterapia e 121 pazienti trattati con la terapia di associazione.
  • La monoterapia era non-inferiore alla terapia di associazione per l’endpoint di efficacia (tasso di eventi 4,14% contro 5,75% per anno-paziente; HR 0,72 [IC 95% 0,55-0,95]; P
  • L’endpoint primario di sicurezza è stato raggiunto da 35 pazienti trattati con la monoterapia e 58 pazienti trattati con la terapia di associazione.
  • La monoterapia era superiore alla terapia di associazione per l’endpoint di sicurezza (tasso di eventi 1,62% contro 2,76% per anno-paziente; HR 0,59 [IC 95% 0,39-0,89]; P=0,01).

 

Limiti dello studio

  • Lo studio era open-label.
  • La scelta dell’antiaggregante (aspirina o inibitore del recettore P2Y12) era a discrezione del medico.

 

Perché è importante

  • Mancano le evidenze a supporto delle linee guida che raccomandano l’uso della monoterapia con anticoagulante orale come terapia antitrombotica in pazienti con FA e coronaropatia stabile.