Radioterapia per il tumore rettale durante l’epidemia di COVID-19: una dichiarazione di consenso offre una guida

  • Radiother Oncol

  • Jim Kling
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • Una dichiarazione di consenso di esperti internazionali delinea le opzioni terapeutiche per il tumore rettale nel contesto dell’epidemia di COVID-19.

Perché è importante

  • COVID-19 determina problemi particolari nel trattamento del tumore rettale.

Punti salienti

  • Nel tumore rettale allo stadio iniziale è fortemente raccomandata l’escissione mesorettale totale (total mesorectal incision, TME), senza radioterapia preoperatoria.
  • Nei tumori in stadio intermedio è fortemente raccomandata la sola TME nei Paesi nei quali è disponibile chirurgia di alta qualità.
    • I medici devono discutere l’uso della radioterapia nell’ambito dell’epidemia di COVID-19, in quanto il beneficio è probabilmente piccolo.
    • Se utilizzata, è preferibile un breve ciclo di radioterapia (short course radiotherapy, SCRT) rispetto alla chemioradioterapia (CRT).
  • Nei casi localmente avanzati è fortemente raccomandata la SCRT rispetto alla CRT, in virtù degli esiti simili in termini di sopravvivenza osservati nelle sperimentazioni di fase 3 e dell’inferiore esposizione sociale.
  • Un ritardo tra SCRT e trattamento chirurgico può offrire un beneficio per la pratica clinica e nell’ambito dell’epidemia di COVID-19.
  • Nella malattia in stadio avanzato, sono possibili 2 opzioni:
    • CRT preoperatoria con lungo ciclo di radioterapia, il trattamento più dimostrato, con chemioterapia a base di capecitabina limitata a 5-5,5 settimane.
    • SCRT con o senza chemioterapia neoadiuvante, che prevede un ciclo più breve di radioterapia e che può fornire benefici rispetto alla CRT.
    • Entrambe le opzioni sono accettabili, ma la SCRT con ritardo del trattamento chirurgico è fortemente raccomandata nei pazienti anziani, con stato di validità peggiore o non idonei alla chemioterapia o alla CRT standard.