Radioterapia dopo prostatectomia: adiuvante o di salvataggio precoce?


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • In uomini con tumore della prostata localizzato o localmente avanzato la radioterapia adiuvante dopo prostatectomia radicale non porta a migliore sopravvivenza libera da eventi (in base al PSA) rispetto alla radioterapia "di salvataggio" eseguita precocemente, in seguito a un rialzo di PSA.
  • In base a questi risultati la radioterapia di salvataggio precoce potrebbe diventare lo standard di cura per questi pazienti, evitando loro (o comunque posticipando) gli effetti collaterali di una radioterapia.
  • Sembra poco probabile che posticipare la radioterapia possa avere un impatto negativo sugli esiti a lungo termine, ma è necessario completare le analisi in corso per averne la certezza.

Descrizione dello studio

  • La metanalisi è stata condotta utilizzando un modello adattativo che ha permesso di iniziare le analisi quando gli studi inclusi erano ancora in corso.
  • Sono stati analizzati 3 studi randomizzati e controllati (2.153 pazienti) che confrontavano l’approccio radioterapico adiuvante con quello di salvataggio precoce in seguito a prostatectomia radicale in pazienti con tumore prostatico localizzato o localmente avanzato a rischio alto o intermedio.
  • La sopravvivenza libera da eventi è stata definita come il tempo dalla randomizzazione ai primi segni di progressione biochimica, progressione clinica o radiologica, inizio di un trattamento non previsto dalla studio, decesso per tumore prostatico o livello di PSA di almeno 2,0 ng/mL.
  • Fonte di finanziamento: UK Medical Research Council.

Risultati principali

  • Il massimo valore di follow-up raggiunto è stato di 132 mesi e, in totale, 1.075 pazienti hanno ricevuto radioterapia adiuvante e 1.078 terapia di salvataggio pecoce.
  • La maggior parte dei pazienti aveva un punteggio di Gleason pari a 7.
  • In base a 270 eventi, non sono emerse prove del fatto che la radioterapia adiuvante porti beneficio in termini di sopravvivenza libera da eventi rispetto alla radioterapia di salvataggio precoce (HR 0,95; P=0,70).
  • Tra i due gruppi, è stato osservato un cambiamento di un solo punto percentuale nella sopravvivenza libera da eventi a 5 anni (89% vs 88%).
  • Non sono stati osservati benefici maggiori della radioterapia adiuvante in nessuno dei sottogruppi (valore di PSA pre-intervento, punteggio di Gleason, coinvolgimento delle vescicole seminali, margini chirurgici e gruppo di rischio CAPRA-S), benché l’analisi sia stata limitata dal basso numero di eventi nei singoli sottogruppi.

Limiti dello studio

  • Non è stato possibile valutare l’effetto della terapia ormonale somministrata insieme alla radioterapia.

Perché è importante

  • Comprendere meglio gli effetti dei due approcci potrebbe permettere a molti pazienti di evitare o posticipare gli effetti collaterali di una radioterapia post-operatoria.