Questioni di genere nella rivascolarizzazione coronarica percutanea


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Il rischio di mortalità per tutte le cause e di infarto del miocardio Q (IM-Q) risulta simile in uomini e donne a 2 anni da un intervento coronarico percutaneo (PCI).
  • Rispetto agli uomini, le donne mostrano un rischio più elevato di ictus emorragico e sanguinamento a 2 anni.
  • Differenze tra i sessi per quanto riguarda gli effetti di diverse terapie antipiastriniche sono visibili a un anno dal trattamento.

Descrizione dello studio

  • È stata portata a termine una sub-analisi dei dati dello studio GLOBAL LEADERS (GL), nel quale erano stati coinvolti 15.991 pazienti sottoposti a PCI in 130 centri di diversi paesi.
  • Lo studio GL valutava due diverse strategie antipiastriniche: terapia antipiastrinica doppia (DAPT) per un mese seguita da ticagrelor in monoterapia per 23 mesi (gruppo sperimentale) vs DAPT per 12 mesi seguita da aspirina in monoterapia per 12 mesi.
  • L’esito primario di efficacia era un composito di mortalità per tutte le cause e nuovi IM-Q a 2 anni.
  • L’endpoint secondario di sicurezza era il sanguinamento di tipo 3 o 5 secondo il Bleeding Academic Research Consortium.

Risultati principali

  • Il 23,3% dei pazienti inclusi nella sub-analisi era composto da donne.
  • Non sono emerse differenze significative tra uomini e donne nell’endpoint primario a 2 anni.
  • Sempre a 2 anni, le donne hanno mostrato un rischio più elevato di sanguinamento di tipo 3 o 5 (HR aggiustato 1,32) e ictus emorragico (HR aggiustato 4,76).
  • Nessuna differenza significativa tra i sessi in termini di efficacia delle due terapie antipiastriniche a 2 anni.
  • Di contro, a 1 anno la monoterapia con ticagrelor è risultata associata a un rischio minore di sanguinamento negli uomini rispetto alla terapia DAPT (HR 0,72), mentre non sono state osservate differenze di rischio significative nelle donne.

Limiti dello studio

  • Lo studio non prevedeva stratificazione in base al sesso.
  • L’analisi di sottogruppo deve essere considerata esplorativa.
  • Ad eccezione di quello primario, gli endpoint sono stati riferiti dal singolo centro.

Perché è importante

  • Ci sono differenze di genere nella fisiopatologia, la presentazione clinica e la prognosi della coronaropatia.
  • La PCI ha un’efficacia comparabile in uomini e donne con coronaropatia.
  • Dal momento che potrebbero esserci differenze di genere nel rischio emorragico e ischemico in pazienti che si sottopongono a PCI, è importante valutare eventuali differenze sul lungo periodo tre le diverse strategie antipiastriniche.