Quanto durano i benefici della chirurgia bariatrica?

  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Notizie dalla letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • Nei pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica i miglioramenti nel dolore (in generale e articolare) e nella funzione fisica diminuiscono nel tempo.
  • A distanza di 7 anni una percentuale importante di pazienti, tuttavia, conserva i benefici della chirurgia.

 

È vero che i soggetti gravemente obesi che si sottopongono a chirurgia bariatrica nell’immediato vedono diminuire il proprio peso, attenuare i dolori e migliorare la funzione fisica, ma questi benefici persistono a lungo? La risposta è sì, o almeno questo è quanto dimostra uno studio dell’Università di Pittsburgh, secondo cui tra il 41 e il 72 percento dei pazienti mostra miglioramenti clinici significativi ancora a distanza di 7 anni.

”La maggior parte delle valutazioni su dolore articolare, funzione fisica e produttività lavorativa dopo l’intervento si limitano a 2 anni di follow-up al massimo o analizzano procedure obsolete, perciò non è chiara la durabilità dei miglioramenti dopo le attuali procedure di chirurgia bariatrica – sottolineano gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista JAMA Network Open – Valutare i cambiamenti a lungo termine di questi esiti importanti dal punto di vista clinico ed economico è essenziale per orientare le aspettative dei pazienti, supportare le decisioni cliniche e informare le compagnie assicurative”.

Con questo obiettivo i ricercatori americani hanno preso in esame 1.491 partecipanti allo studio LABS-2 (Longitudinal Assessment of Bariatric Surgery–2), uno studio di coorte condotto presso 10 ospedali americani. I pazienti erano adulti gravemente obesi (BMI ≥35) sottopostisi a valutazione preoperatoria tra il 2006 e il 2009 prima dell’intervento di bypass gastrico Roux-en-Y (RYGB) o gastrectomia verticale (sleeve gastrectomy, SG) e poi monitorati annualmente per 7 anni. Sono stati misurati i cambiamenti nei miglioramenti clinici (CII, clinical important improvement) pre-post-intervento accertati mediante 36-Item Short Form Health Survey, Western Ontario McMaster Osteoarthritis Index e test del cammino (tempo necessario per percorrere 400 metri).

L’80% dei partecipanti era di sesso femminile, l’età mediana era 47 (IQR 38-55) e 47 era anche la mediana del BMI preoperatorio (IQR 42-52). Tra 3 e 7 anni dall’intervento la percentuale di partecipanti con CII scendeva dal 50% al 43% per il dolore fisico, dal 75% al 64% per la funzione fisica e dal 61% al 50% per il test del cammino. Tra i partecipanti con deficit motorio preoperatorio (ossia incapaci di percorrere 400 metri in meno di 7 minuti), la percentuale di pazienti con CII scendeva dal 50% al 41%. La percentuale di pazienti con CII scendeva anche tra i partecipanti con dolore o disabilità articolare grave, per esempio dal 77% al 65% per chi soffriva di dolore all’anca e dal 77% al 72% per chi aveva difficoltà a muovere il ginocchio.

“In questo studio di coorte, nonostante una riduzione nei miglioramenti pre-post-operatori lungo il follow-up, i miglioramenti clinici importanti nel dolore fisico e articolare percepito e nella funzione fisica riferita e misurata oggettivamente andavano dal 41% al 72% a seconda della misura e del sottogruppo a distanza di 7 anni dalla chirurgia – concludono gli autori – il che suggerisce che gli interventi di RYGB e SG normalmente si associano a miglioramenti a lungo termine nella percezione del dolore e nella funzione fisica”.