Quantificato il rischio di infarto del miocardio nei pazienti con vasculopatia periferica


  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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 Messaggi chiave

  • In un follow-up mediano di due anni e mezzo, circa il 5% dei pazienti con arteriopatia periferica (APP) vanno incontro a un infarto del miocardio (IM).
  • In quasi 6 pazienti su dieci si trattava di infarto di tipo 1 (IM tipo 1, spontaneo) e in un terzo dei casi di infarto di tipo 2 (IM tipo 2, secondario).
  • L’IM aumentava di 9 volte il rischio di morte cardiovascolare e di due volte e mezza il rischio di ischemia acuta degli arti tale da richiedere ospedalizzazione.

Descrizione dello studio

  • Analisi secondaria dei dati dello studio multicentrico internazionale (28 Paesi) EUCLID, che ha randomizzato in doppio cieco a una terapia con ticagrelor or clopidogrel 13.885 pazienti (72% maschi), con APP sintomatica e un indice caviglia-braccio ≤0,80 (oppure una storia di precedente rivascolarizzazione).
  • Outcome: incidenza di IM nel follow-up indipendentemente dal braccio di trattamento.
  • È stato sviluppato un modello di regressione multivariata per individuare i fattori associati all’IM e un’analisi a regressione di Cox multivariata tempo-dipendenteha determinato l’associazione tra IM, morte cardiovascolare o ricovero per ischemia acuta degli arti.
  • Fonti del finanziamento: EUCLID è stato finanziato da Astra Zeneca, questa analisi secondaria dalla German Research Foundation.

Risultati principali

  • Nel follow-up mediano di 30 mesi hanno subito un IM 683 pazienti (4,9%, pari a 2,4 eventi per 100 pazienti-anni).
  • Caratteristiche pazienti con IM vs non-IM: età maggiore (mediana 69 vs 66), maggiore probabilità di diabete (51,1% vs 37,8%), precedente rivascolarizzazione arti inferiori (68,2% vs 56,1%) e ABI <.>
  • Tra i pazienti con IM durante follow-up: IM tipo 1 nel 59,3%, IM tipo 2 nel 34,6%, IM tipo 4a nel 2%, IM tipo 3 nell’1,8%, IM tipo 4 nell’1,6% e IM tipo 5 nello 0,7%.
  • IM post randomizzazione associato in maniera indipendente con morte cardiovascolare (adjHR 9,0; IC 95% 7,3-11,2 P

Perché è importante

  • L’aumentato rischio di IM nei pazienti con APP era noto, ma questo studio lo ha quantificato, individuano una serie di variabili di cui tenere conto per migliorare la prevenzione.