Qualità di vita nel tumore della prostata: buona performance della versione italiana di EPIC-26


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Secondo i risultati di uno studio pubblicato su Health and Quality of Life Outcomes, anche in Italia sarà possibile utilizzare il questionario Expanded Prostate Cancer Index Composite nella sua versione a 26 voci (EPIC-26) per misurare la qualità di vita (QoL) nei pazienti con tumore della prostata. Lo annunciano i ricercatori guidati da Chiara Marzorati dell’Università di Milano e dell’Istituto Europeo di Oncologia IRCCS di Milano che hanno validato la versione italiana dello strumento per la valutazione della qualità di vita in questi pazienti.

“Nonostante i progressi nella diagnosi e nella terapia, il tumore della prostata ha ancora un forte impatto negativo sulla qualità di vita di chi ne soffre” spiegano gli autori. “La versione originale del questionario EPIC prevedeva 50 voci, ma per praticità clinica è stata introdotta anche una versione semplificata a 26 voci, già validata in Norvegia, USA, Cina e Germania” aggiungono.

Proprio sulla versione italiana abbreviata si sono concentrati i ricercatori, coinvolgendo nella loro ricerca 284 pazienti sottoposti a prostatectomia radicale robot-assistita (RARP) che hanno completato il questionario a 45 giorni (T1) e a 3 mesi (T2) dopo l’intervento. L’analisi fattoriale confirmatoria ha dimostrato la bontà del modello a 5 fattori correlati (CFFM) in entrambe le valutazioni (T1 e T2) e le analisi di attendibilità hanno confermato valori accettabili per la consistenza interna e l’attendibilità test-retest per ciascuna delle dimensioni analizzate.

Le analisi di invarianza hanno permesso di evidenziare una buona capacità del test di misurare la QoL nel tempo e un’affidabilità test-retest da moderata a buona per ciascuna delle dimensioni valutate. “Sulla base dei risultati suggeriamo di utilizzare sia a fini di ricerca sia nella pratica clinica cinque distinti punteggi relativi ai domini di incontinenza urinaria, irritazione urinaria, disfunzione intestinale, sintomatologia sessuale e disfunzione ormonale” concludono Marzorati e colleghi.