Qualità della vita nei pazienti con melanoma, l’IA insegna come migliorarla

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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di Elena Riboldi (Agenzia Zoe)

Uno studio basato sull’intelligenza artificiale (IA) ha individuato nel linfedema e nell’indice di massa corporea (BMI) le due variabili che influenzano maggiormente la qualità della vita legata alla salute (HRQoL) nei pazienti con melanoma rispettivamente degli arti superiori e del tronco. La prevenzione e il trattamento del linfedema e la riduzione del peso corporeo rappresentano quindi interventi che potrebbero aiutare i pazienti ad affrontare la malattia.

Lo studio, a cui hanno contribuito ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori (INT) Fondazione Pascale di Napoli e dell’Università degli Studi di Catanzaro “Magna Graecia”, si è avvalso dell’IA per esplorare i fattori coinvolti nella percezione del proprio stato di salute di pazienti con melanoma cutaneo. “La qualità della vita legata alla salute è riconosciuta come un esito importante per i trattamenti oncologici, ma è importante anche per il decorso della malattia” scrivono gli autori spiegando il razionale dello studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Oncology.

Lo studio osservazionale ha arruolato 203 pazienti con melanoma non metastatico giunti all’Unità di Medicina Riabilitativa dell’INT Pascale tra gennaio 2020 e dicembre 2021. Tutti i pazienti hanno compilato il questionario SF-12 (12-Item Short-Form Health Survey), uno strumento che misura aspetti fisici e mentali dell’HRQoL. I ricercatori hanno quindi raccolto le informazioni demografiche e cliniche dei partecipanti. I dati sono stati poi processati utilizzando il metodo di IA chiamato Random Forest. “L’approccio Random Forest è un algoritmo di machine learning basato su diversi alberi di decisione, usato con successo in anni recenti sia per compiti di regressione che di classificazione – spiegano gli autori dello studio – È uno dei migliori algoritmi di machine learning usato in molti campi differenti”.

Nel 73% dei partecipanti il melanoma era localizzato sul tronco, mentre nel restante 27% era localizzato sugli arti superiori. Avendo riscontrato che la sede del melanoma era un elemento cruciale nella generazione dell’algoritmo, i ricercatori hanno creato due modelli distinti da cui è emerso che il linfedema era la variabile più importante per l’HRQoL nei pazienti con melanoma agli arti superiori, mentre il BMI lo era nei pazienti con melanoma al tronco.

“Considerato l’impatto significativo [di linfedema e BMI] sulla qualità della vita legata alla salute – concludono gli autori dello studio – Questi risultati potrebbero contribuire a migliorare gli interventi a supporto della gestione dei sintomi, del funzionamento e di una migliorata percezione dello stato di salute”.