Quale strategia utilizzare per la diagnosi di IBD nei bambini?


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggio chiave

  • In bambini con diarrea cronica non emorragica e dolore addominale, la valutazione dei sintomi e di tre biomarcatori ematici e fecali (proteina C reattiva, emoglobina, calprotectina fecale) rappresenta la migliore strategia per identificare i pazienti ad alto rischio di malattia infiammatoria cronica dell’intestino (Inflammatory Bowel Disease, IBD) da sottoporre a endoscopia.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio ha arruolato 193 pazienti di età compresa tra 6 e 18 anni che presentavano diarrea cronica non emorragica e dolore addominale.
  • Per ogni paziente sono stati valutati sintomi, proteina C reattiva (PCR; >10 mg/L), anemia (emoglobina
  • Pazienti con sanguinamento rettale e malattia perianale sono stati esclusi perché in questi casi si è proceduto con l’endoscopia.
  • L’esito primario era l’IBD confermata o esclusa mediante endoscopia o un follow-up clinico senza eventi per 6 mesi.

 

Risultati principali

  • 22 pazienti (11%) hanno avuto una diagnosi di IBD.
  • Il modello predittivo base valutava solo i sintomi.
  • Aggiungendo al modello base i marcatori ematici o fecali l’accuratezza diagnostica, misurata come AUC, aumentava da 0,718 (95%CI 0,604-0,832) rispettivamente a 0,930 (0,884-0,977) e 0,967 (0,945-0,990).
  • La combinazione dei sintomi e dei marcatori ematici e fecali era la strategia con maggiore accuratezza (AUC 0,997; 0,993-1,000).
  • L’utilizzo della strategia diagnostica che comprende sintomi, marcatori ematici e calprotectina porterebbe all’esecuzione di 14 endoscopie ogni 100 pazienti, 3 di questi non avrebbero l’IBD, ma non verrebbe mancata nessuna diagnosi di IBD.

 

Limiti dello studio

  • Il valore cutoff per la calprotectina fecale può dipendere dal kit utilizzato, sarebbe necessaria una standardizzazione.

 

Perché è importante

  • Essere in grado di discriminare con buona accuratezza l’IBD da altre cause di diarrea cronica non emorragica mediante metodi non invasivi può migliorare l’utilizzo dell’endoscopia.
  • La strategia basata solo su sintomi e PCR fa sì che molti bambini vengano sottoposti a endoscopie non necessarie per sospetta IBD.
  • Gli autori dello studio hanno identificato una strategia con elevata accuratezza, ma raccomandano la ripetizione del test della calprotectina dopo un mese nei pazienti considerati a basso rischio in cui non si è osservato un miglioramento dei sintomi.