Psoriasi e artrite psoriasica: biologici diversi, rischio cardiovascolare equivalente


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In pazienti con psoriasi o artrite psoriasica, il rischio di fibrillazione atriale (FA) e di eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE) non mostra differenze significative dopo trattamento con ustekinumab rispetto agli inibitori di TNF (TNFi).
  • Il dato può essere utile nell’analisi rischio-beneficio legata all’uso di uno specifico trattamento in pazienti con malattia psoriasica.
  • Restano da determinare le differenze nei rischi dopo stratificazione dei pazienti per fattori di rischio maggiori.

Descrizione dello studio

  • Nello studio di coorte sono stati valutati i dati di pazienti con assicurazioni commerciali, ricavati da due database di tali assicurazioni (Optum e MarketScan) tra settembre 2009 e settembre 2015.
  • I pazienti avevano età uguale o superiore a 18 anni, psoriasi o artrite psoriasica e avevano iniziato un trattamento con ustekinumab o un TNFi.
  • Sono stati esclusi dall’analisi i pazienti con storia di FA o una prescrizione per farmaci antiaritmici o anticoagulanti al basale.
  • Le principali misure di esito erano FA incidente e MACE, che includevano infarto del miocardio, ictus o rivascolarizzazione coronarica.
  • Fonte di finanziamento: Brigham and Women’s Hospital.

Risultati principali

  • Nell’analisi sono stati inclusi 60.028 pazienti: 9.071 nel gruppo ustekinumab e 50.957 nel gruppo TNFi.
  • Il 49,1% dei partecipanti era di sesso maschile e l’età media nei database Optum e MarketScan era di 46 e 47 anni, rispettivamente.
  • Per la FA, sono stati osservati tassi di incidenza grezzi per 1.000 anni-persona pari a 5,0 con ustekinumab e 4,7 con TNFi.
  • Per i MACE, i valori si sono attestati, rispettivamente, a 6,2 e 6,1.
  • L’hazard ratio combinato e aggiustato nel gruppo ustekinumab è stato di 1,08 per AF incidente e 1,10 per MACE rispetto al gruppo TNFi.

Limiti dello studio

  • Non è possibile escludere la presenza di fattori confondenti residui e di classificazioni non corrette degli esiti.
  • Il follow-up è stato relativamente breve.
  • Le dimensioni dello studio non garantiscono un potere statistico sufficiente per alcune analisi di sottogruppo.

Perché è importante

  • La malattia cardiovascolare rappresenta una delle comorbilità più comuni nei pazienti con patologie psoriasiche.
  • Recentemente sono emerse preoccupazioni anche sul potenziale incremento del rischio di FA in questa popolazione.
  • I dati sulla sicurezza cardiovascolare derivati dal confronto dei diversi trattamenti biologici disponibili restano scarsi.