Psichiatria: svolta rosa per la Società italiana, Emi Bondi presidente

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Milano, 18 ott. (Adnkronos Salute) - E' l'era del rosa ai vertici della Società italiana di psichiatria (Sip) ed è destinata a durare diversi anni. Gli specialisti italiani avranno una presidente donna per la prima volta in 149 anni di vita della Sip, la più antica e rappresentativa d'Italia (oggi gli psichiatri che operano nel servizio pubblico sono circa 4.500). Le donne ai vertici sono due: una a rappresentare i servizi territoriali e l'altra il mondo universitario. Al congresso nazionale di Genova, che si è concluso sabato 15 ottobre, con 1.200 partecipanti e 900 votanti per il rinnovo delle cariche istituzionali, è stata eletta presidente Emi Bondi, direttore del Dipartimento di salute mentale dell'Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo. E come presidente per il biennio successivo è stata eletta, quale rappresentante degli psichiatri delle università, Liliana Dell'Osso, docente ordinaria di psichiatria all'Università di Pisa e direttore dell'Unità operativa di psichiatria dell'Azienda ospedaliero universitaria pisana.

"E' davvero un evento da sottolineare: nonostante nel mondo ospedaliero e della sanità le donne siano ormai più degli uomini, non era mai accaduto che ai vertici della Sip arrivassero due donne - spiega Bondi - Inutile nascondere la mia soddisfazione, ma anche il senso di responsabilità che sento nell'assumere quest'incarico". Toscana d'origine, terminati gli studi all'Università di Pisa, Bondi lascia la sua regione per un incarico di 6 mesi all'Azienda ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna. "L'opportunità - ricorda - è arrivata grazie a un contatto ottenuto da un compagno di corso. Doveva essere una posizione temporanea, per iniziare a fare una esperienza nei servizi psichiatrici territoriali, ma in Valtellina poi ci sono rimasta per 14 proficui anni e dalla Lombardia non sono più andata via".

E' così che nel 1996 inizia la sua carriera al Centro psico sociale di Bormio, che la porterà poi ad essere primario facente funzione di Morbegno, e dal 2011 approda all'Asst Papa Giovanni di Bergamo (allora ancora Ospedali Riuniti), prima come primario della Psichiatria, quindi come direttore del Dipartimento di salute mentale e delle dipendenze.

Contemporaneamente cresce l'impegno nelle società scientifiche. Membro attivo della Sip Lombarda nel 2012, Bondi è uno dei soci fondatori del Coordinamento nazionale degli Spdc (i reparti ospedalieri psichiatrici), di cui è presidente. Nella Sip nazionale ha già ricoperto il ruolo di vicepresidente nell'ultimo quadriennio. Particolarmente attiva sul piano della formazione, ha organizzato numerosi eventi scientifici di rilevanza nazionale. Sarà questo background che la specialista porterà nella società scientifica che presiederà nei prossimi 4 anni.

"L'impegno sarà gravoso, siamo in un momento molto delicato per tutta la sanità e in particolare per la psichiatria - commenta - Il settore è in ginocchio, già ben prima della pandemia: assenza di investimenti, una carenza drammatica di personale e ora alle prese con un aumento del 30% di diagnosi tra depressione e altre patologie psichiche causate da due anni di Covid. Più recentemente va ricordato il dramma della guerra in Ucraina, con gravi ripercussioni economiche sulla nostra società. Gli investimenti, che sarebbero dovuti crescere almeno fino al 5% del Fondo sanitario nazionale, per raggiungere l'obiettivo indicato dalla Conferenza Stato-Regioni ormai più di 10 anni fa, sono tracollati dal già misero 3,5% del 2018 al 2,75% del 2020".

"Il problema - aggiunge - è che, tra le risorse destinate dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) alla salute, ben poche risorse afferiscono alla salute mentale. La società scientifica che presiederò ha il dovere di dialogare con le istituzioni, di sollecitare strategie da adottare per il benessere collettivo e di adeguare i servizi alle esigenze di un'utenza profondamente cambiata. E dal punto di vista medico scientifico di elaborare e validare protocolli di cura, favorire lo sviluppo della ricerca e lo studio delle nuove emergenze sociali. Oggi, più che mai, possiamo affermare che non c'è salute, lavoro, futuro senza salute mentale".