Prurigo nodularis: primi risultati incoraggianti per il nemolizumab


  • Alessia De Chiara
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Nei pazienti con prurigo nodularis da moderata a grave, il trattamento con nemolizumab, un anticorpo monoclonale che inibisce il legame dell’interleuchina-31 (IL-31) con il recettore, risulta in una maggiore riduzione di prurito e gravità delle lesioni cutanee rispetto a un placebo.
  • Il trattamento è però associato a eventi avversi, in particolare gastrointestinali e muscoloscheletrici.

Descrizione dello studio

  • Lo studio di fase 2 ha incluso 70 pazienti con prurigo nodularis da moderato a grave (20 o più noduli) e prurito grave (punteggio medio di almeno 7 per la peggiore intensità giornaliera di prurito sulla scala numerica).
  • I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere (al basale e alla settimana 4 e 8) nemolizumab per via sottocutanea (alla dose di 0,5 mg per Kg di peso corporeo, n=34) o un placebo (n=36).
  • L’outcome primario è stato la variazione percentuale dal basale alla settimana 4 nel punteggio di picco medio per il prurito.
  • Le valutazioni di sicurezza sono state eseguite fino alla settimana 18.
  • Fonti di finanziamento: Galderma.

Risultati principali

  • Il punteggio di prurito iniziale è stato di 8,4 in ciascun gruppo.
  • Alla settimana 4, il picco di prurito si è ridotto di 4,5 punti (variazione −53,0%) nel gruppo nemolizumab e di 1,7 punti (variazione −20,2%) nel gruppo placebo (differenza −32,8 punti percentuali; P
  • Anche gli outcome secondari, che includevano altre misure di prurito e gravità della malattia, sono migliorati con il trattamento.
  • Il nemolizumab è stato associato a sintomi gastrointestinali (dolore addominale e diarrea) e muscoloscheletrici.

Perché è importante

  • Si tratta di una malattia cronica, refrattaria ai trattamenti esistenti, che può provocare ansia, depressione e addirittura ideazione suicidaria.