Prove rassicuranti sulla terapia antitrombotica in caso di malformazioni cavernose cerebrali


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Messaggi chiave

  • Uno studio prospettico condotto su adulti residenti in Scozia con diagnosi di malformazioni cavernose cerebrali (CCM), dimostra che il rischio di emorragia intracranica e deficit neurologico focale è minore in coloro trattati con terapia antitrombotica (anticoagulante o antipiastrinica) a lungo termine.
  • Allo stesso tempo, una metanalisi su dati di 1.342 pazienti conferma l’associazione tra la terapia antitrombotica e un minor rischio di emorragia intracranica.

Descrizione dello studio

  • Tramite lo Scottish Audit of Intracranial Vascular Malformations sono stati identificate le persone di almeno 16 anni residenti in Scozia con una diagnosi di CCM nel 1999-2003 o 2006-2010.
  • Sono stati raccolti i dati sul trattamento con terapia antitrombotica.
  • Outcome primario: emorragia intracranica o deficit neurologico focale persistente o progressivo attribuibili alle CCM durante un follow-up prospettico di 15 anni.
  • Per la revisione sistematica e metanalisi sono stati ricercati studi comparativi (su Ovid MEDLINE e Embase fino al 2-2019) per calcolare il rapporto del tasso di incidenza (IRR) dell'emorragia intracranica in base all'uso della terapia antitrombotica, generando poi un stima aggregata.
  • Fonti di finanziamento: enti in Olanda e Regno Unito.

Risultati principali

  • Le analisi sono state condotte su 300 dei 306 individui identificati (età media 44 anni): 61 trattati con terapia antitrombotica (16% con anticoagulanti) per una durata media di 7,4 anni (SD 5,4), 239 no.
  • L’outcome primario si è verificato in 1 paziente (2%) in terapia durante 106 anni-persona di follow-up e in 29 (12%) non in terapia durante 2.208 anni persona.
  • In un’analisi aggiustata per età, tipo di presentazione e posizione di CCM e dopo conferma di assunzione dei rischi proporzionali, la terapia antitrombotica è stata associata a un rischio minore di emorragia intracranica o deficit neurologico focale (HR aggiustato 0,12; IC 95% 0,02-0,88; P=0,037).
  • La meta-analisi ha incluso 6 studi di coorte per un totale di 1.342 pazienti: 1.089 (81%) non in terapia antitrombotica (152 casi di emorragia intracranica durante 6.214 anni-persona).
  • Tra i 256 pazienti in terapia, 46 hanno usato anticoagulanti (1 caso di emorragia intracranica durante 260 anni-persona), 207 antipiastrinici (7 casi di emorragie intracraniche durante 1.221 anni-persona).
  • Con la terapia antitrombotica il rischio di emorragia intracranica è stato minore (IRR 0,25; IC 95% 0,13-0,51; P

Limiti dello studio

  • Nella metanalisi non è stato possibile correggere gli squilibri di base, studiare il rischio in relazione a CCM familiare o sporadica o al tempo tra l’emorragia e l’inizio della terapia.

Perché è importante

  • La terapia antitrombotica viene negata ai pazienti con CCM, dato che essendoci pochi dati di sicurezza è difficile creare delle linee guida con forti raccomandazioni.
  • I risultati rassicurano sull’uso di qualsiasi terapia antitrombotica in questi pazienti, se indicata.
  • È possibile che la terapia possa essere utile per la prevenzione dell'emorragia intracranica e del deficit neurologico focale nel CCM, ma questa ipotesi dovrebbe essere verificata in studi randomizzati.