Prostatectomia radicale: non sono migliorati negli anni gli esiti sulla funzione erettile


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Messaggi chiave

  • L’analisi retrospettiva dei dati relativi ai pazienti operati di prostatectomia radicale (PR) tra il 2008 e il 2015 al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York non mostra miglioramenti nel tasso di pazienti che recuperano la funzione erettile dopo l’intervento.
  • Occorre mettere a punto nuove strategie per ridurre gli esiti permanenti dopo PR.

Descrizione dello studio

  • È stata valutata con l’International Index of Erectile Function 6 (IIEF-6) la funzione erettile di 2.364 pazienti prima e dopo l’intervento di PR effettuato da chirurghi esperti (≥100 procedure l’anno) tra il 2008 e il 2015.
  • Outcome: recupero di funzione erettile nei pazienti trattati con chirurgia nerve-sparing bilaterale e senza trattamento adiuvante o di salvataggio al momento della valutazione.
  • È stata condotta un’analisi di regressione polinomiale locale per valutare i cambiamenti nel tempo e una di regressione logistica e lineare per stimare l’impatto dell’anno di intervento.  

Risultati principali

  • È stato osservato un calo nel tasso di ripresa della funzione erettile a 12 e 24 mesi dopo PR dai pazienti operati nel 2008 a quelli operati nel 2015.
  • Dopo aver aggiustato il dato per l’aumento di età media dei pazienti, delle comorbidità e della funzione erettile alla baseline, l’anno dell’intervento non è risultato associato al recupero della funzione erettile dopo la chirurgia (a 12 mesi OR=0,97; IC 95% 0,91-1,03 P=0,4).

Perché è importante

  • Le innovazioni della chirurgia dell’ultima decade hanno fatto sperare che si potesse ridurre l’incidenza di questo esito permanente, che pesa notevolmente sulla qualità di vita dei pazienti.