Pronto soccorso in sofferenza, da Anaao piano per riforma sistema


  • Adnkronos Sanità
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Roma, 1 lug. (AdnKronos Salute) - Sono 844 i pronto soccorso in Italia (513 di base e 331 complessi) e ben 24 milioni le visite eseguite ogni anno, con 2.800 accessi ogni ora. Mentre le postazioni del 118 sono 103 e nel sistema di urgenza lavorano 12.000 medici. Un sistema 'in sofferenza' da riformare con un piano in tre mosse, puntando sul miglioramento delle condizioni di lavoro; la corretta previsione del fabbisogno di personale; la gestione adeguata dei codici minori. A proporlo è la Commissione nazionale emergenza-urgenza dell'Anaao Assomed in vista dell'esame, nel prossimo incontro della Stato-Regioni, delle linee guida del ministero della Salute, già presentate alle Regioni.

Linee guida che, secondo il sindacato, pur testimoniando "l'attenzione a una problematica sempre più accesa e drammatica, si rivelano ancora insufficienti per affrontare tutte le criticità fino ad ora riscontrate e ormai esacerbate". In particolare, la Commissione "ritiene prioritario e indispensabile" che si affrontino alcuni punti nevralgici: le condizioni di lavoro degli operatori, la tutela della salute e l'incentivazione del lavoro dei medici; la riduzione del sovraffollamento in pronto soccorso e il rispetto dei limiti di permanenza (ricoveri e codici minori) che deve prevedere garanzie assolute sulle attività del personale sanitario; la sicurezza sul luogo di lavoro; l'errata previsione di fabbisogno di personale medico, l'accesso alla formazione e integrazione della rete formativa; il miglioramento della sicurezza delle cure e dell'organizzazione, la prevenzione e la riduzione del rischio clinico; l'integrazione con l'assistenza territoriale (118, medici di medicina generale, guardia medica); l'informazione all'utenza.

Per quanto riguarda le condizioni di lavoro, considerando che lavorare in pronto soccorso è usurante, si propone: che tutti i medici in pianta organica presso il 118, pronto soccorso e medicina d'urgenza collegati, abbiano diritto ogni anno a ulteriori 10 giorni di ferie da godere continuativamente e obbligatoriamente nei mesi non estivi; l'uscita, su richiesta del singolo medico, al compimento dei 60 anni di età, dai turni notturni, ovvero la possibilità di ridurne il numero; rispetto di tutti gli istituti contrattuali e normativi previsti al fine di ridurre e contenere il disagio lavorativo in pronto soccorso. Contro il sovraffollamento, oltre ai limiti di permanenza previsti dalle linee guida, le Regione dovranno prevedere norme per il contenimento e il mancato rispetto di questo obiettivo deve portare a sanzioni nei confronti del direttore generale e del direttore sanitario. Per la sicurezza sul lavoro e una reale riduzione del rischio per gli operatori, è indispensabile che gli organici non siano sottodimensionati.

I numeri dei pronto soccorso in Italia, ribadisce l'Anaao, con 24 milioni di visite eseguite ogni anno, 844 presidi e 12.000 medici che lavorano nel sistema di urgenza, mostrano con evidenza "che aver previsto ogni anno la formazione in Italia di solo 162 medici specializzandi è palesemente insufficiente".

Su questo specifico punto la proposta di miglioramento deve prevedere tre fasi - immediata, intermedia, futura - con precisi passaggi di accesso e assunzioni. L'Anaao chiede, tra l'altro, anche "l'apertura presso ogni Regione di un tavolo tecnico permanente con le organizzazioni sindacali per valutare ulteriori proposte e procedure di miglioramento anche in relazione alle singole realtà locali".

Secondo la Commissione emergenza-urgenza Anaao Assomed, "il miglioramento delle condizioni di lavoro in ogni pronto soccorso e delle sempre più drammatiche condizioni dell'intera area emergenza-urgenza non è più derogabile solo a iniziative spontanee delle singole Usl, ma deve diventare una priorità assoluta per le politiche sanitarie. Infatti, non potrà essere garantito solamente dall'assunzione degli specializzandi degli ultimi anni (in numero comunque assai ridotto rispetto alle esigenze), né dal solo raggiungimento di tempistiche 'certe' delle attese, che necessitano comunque di risolvere anche il problema della carenza di posti letto".