Progetto Microbioma svela potente effetto batteri intestino


  • Adnkronos Salute
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Roma, 30 mag. (AdnKronos Salute) - Sono microscopici 'compagni di viaggio', che si stanno rivelando sempre più preziosi per la salute umana. Ora la ricerca sul microbiota fa un passo avanti, grazie a tre studi pubblicati su 'Nature' e 'Nature Medicine', frutto dell'Human Microbiome Project. Questo maxi-progetto nei tre studi ha analizzato i cambiamenti nel microbioma e il legame con malattie infiammatorie intestinali, prediabete e parto pretermine. I risultati segnano importanti progressi nella conoscenza e nella capacità di prevedere queste condizioni, e in futuro potrebbero contribuire alla messa a punto di nuovi trattamenti.

Il microbioma umano - il genoma dei microrganismi 'buoni' che risiedono all'interno del nostro corpo - varia tra singoli individui, popolazioni e ambienti diversi, e influenza per molti aspetti salute e malattie umane. Il progetto utilizza metodi avanzati per analizzare la relazione tra microbiota e ospite in particolari condizioni, come ad esempio la gravidanza.

Più in dettaglio il team di Curtis Huttenhower dell'Harvard T. H. Chan School of Public Health (Usa) ha studiato 132 pazienti con malattie infiammatorie intestinali e soggetti sani di controllo. In uno degli studi gli autori identificano le alterazioni nella composizione del microbiota dell'intestino e nell'espressione genica. Lo studio fornisce la descrizione più completa fino ad oggi dell'interazione tra ospite umani e microbi intestinali in queste malattie, e fornisce approfondimenti preziosi sull'insorgenza e la progressione della malattia.

In un secondo studio, il gruppo di Michael Snyder della Stanford University School of Medicine (California) descrive l'interazione ospite e microbioma nel prediabete, una condizione che può portare al diabete di tipo 2, ma spesso non viene diagnosticata. I ricercatori hanno studiato 106 soggetti sani e prediabetici per quattro anni, analizzando i cambiamenti molecolari, genetici e microbici. In questo modo hanno scoperto dei pattern che permettono di riconoscere in anticipo chi andrà a sviluppare la malattia. Questo potrà consentire in futuro una diagnosi precoce del diabete di tipo 2.

Infine uno studio su 'Nature Medicine' descrive il contributo del microbioma vaginale al rischio di parto prematuro, la cui incidenza è superiore al 10% in tutto il mondo. Il team di Gregory Buck della Virginia Commonwealth University ha studiato 1.527 donne in gravidanza, rivelando cambiamenti nel microbioma vaginale associati al rischio di parto prematuro (meno di 37 settimane di gestazione), in particolare nelle donne di origine africana. Ad esempio, le donne che hanno dato alla luce i loro bebè prematuri avevano livelli più bassi di Lactobacillus crispatus rispetto a quelle con gravidanze a termine.

I ricercatori hanno anche identificato un certo numero di batteri che erano sovrarappresentati nelle donne con parti a termine. Questo lavoro potrà aiutare a prevedere fin dall'inizio della gravidanza il rischio di nascita prematura.